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7 mar 2022

Cappelline e lapidi in abbandono al cimitero

San Benedetto, per alcune gli eredi non ci sono più: intanto però si frantumano e sotto ci sono ancora decine di bare

7 mar 2022

Ci sono situazioni particolari nei cimiteri e San Benedetto non fa eccezione. Cappelline private in completo abbandono da molti anni con le lapidi che si spezzano frantumandosi al suolo. Accade nella zona 6 in cui ci sono decine di antiche cappelle in cui in superficie si vedono le lapidi, ma la sepoltura avveniva in basso, nel locale sotto terra e dove le bare erano messe l’una sull’altra, senza alcuna divisione. Ormai sono decenni che simili tumulazioni non si possono più fare e alcune cappelline private, realizzate tra la fine del 1800 e inizio del 1900 sono andate in abbandono, pur conservando ancora le spoglie di decine di persone, famiglie che si sono estinte e nessuno si prende più cura della struttura. E’ quanto accade, per esempio nella cappellina della famiglia Signorelli, segnalataci da un lettore, costruita nel 1895 e che conserva 10 salme, l’ultima delle quali tumulata nel 1961. Quella cappellina, al cimitero risulta chiusa in perpetuo, poiché non ha più i requisiti per la tumulazione. Non ha più neppure la luce votiva poiché nessuno da anni paga l’energia elettrica. A terra ci sono cumoli pezzi di intonaco e pezzi di marmo delle lapidi, caduti e c’è chi chiama in causa il Comune, in particolare i servizi cimiteriali, per dare una sistemata e mettere in sicurezza i pezzi che stanno per cadere. Una situazione, che ad ogni modo, appare complicata, stando a quanto afferma la direzione del civico cimitero. Prima di mettere mano a una cappellina privata bisogna risalire fino alla settima generazione, ricerca che potrebbe essere molto complicata, poiché anche dai documenti risulta che la famiglia Signorelli risiede o risiedeva a San Benedetto, senza l’indicazione della via. Qualora non vi fossero più parenti il lavoro di sistemazione potrebbe farlo il Comune, ma una volta eseguita la ristrutturazione, in quel ...

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