Carceri, la piaga dei suicidi. Stop di 3 giorni delle toghe:: "Condizioni disumane"

Anche la Camera penale di Ascoli ha aderito alla protesta che terminerà domani per combattere contro le morti dietro le sbarre: 54 casi da inizio anno.

Carceri, la piaga dei suicidi. Stop di 3 giorni delle toghe:: "Condizioni disumane"

Carceri, la piaga dei suicidi. Stop di 3 giorni delle toghe:: "Condizioni disumane"

Anche la Camera Penale di Ascoli ha aderito ai tre giorni di astensione dalle udienze che termineranno domani. Motivo della mobilitazione dei penalisti è il numero dei suicidi in carcere, che in questa prima parte del 2024 tocca già l’esorbitante numero di 54 casi registrati negli istituti di pena italiani. Per la Camera Penale "i rimedi proposti dal Governo con il DL per "l’umanizzazione delle carceri", appaiono davvero insufficienti". Risulta infatti "irrisorio" l’impegno ad assumere 500 unità di agenti del Corpo di Polizia penitenziaria per l’anno 2025; irrilevanti - ove non farraginose - le nuove dinamiche procedimentali volte alla concessione della liberazione anticipata; inidonea ad incidere in tempi brevi sull’incremento della applicazione delle misure penali di comunità la creazione di elenchi delle strutture residenziali idonee. Nessuna delle misure previste, secondo l’Unione Camere Penali, possiede concrete ricadute sull’impellente necessità di ridurre il numero dei detenuti, garantire cure e assistenza ai soggetti affetti da fragilità e disagi psichici, evitare nuovi ingressi limitando l’adozione di misure cautelari in carcere, interrompere il decorso dell’esecuzione della pena reso inumano e degradante a causa delle carenze strutturali, della mancanza di risorse umane e strumentali adeguate e di sproporzione assoluta fra offerta trattamentale e popolazione detentiva. È quanto mai impellente, in attesa di un ripensamento complessivo dell’esecuzione penale, l’emanazione di provvedimenti idonei a risolvere, in tempi rapidi, la condizione in cui vivono e muoiono i detenuti nelle carceri italiane, partendo dall’approvazione del disegno di legge Giachetti-Bernardini. "A fronte delle condizioni di oggettiva inciviltà in cui versano le carceri in Italia – concludono i penalisti - auspichiamo che la politica abbandoni inutili slogan e scelga di operare, in aderenza ai principi costituzionali, ponendo in essere rimedi immediati e urgenti realmente sottesi all’umanizzazione della pena ed al superamento delle attuali condizioni di sostanziale illegalità".