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23 mag 2022

"Case dell’acqua, pronti ad aumentarle"

Ad Ascoli ce ne sono due, sette nel resto della provincia. Contisciani: in un anno erogati 2.424 metri cubi

23 mag 2022
matteo porfiri
Cronaca

di Matteo Porfiri

Liscia o frizzante. Microfiltrata e refrigerata. Sono queste le caratteristiche dell’acqua che i cittadini possono liberamente prelevare nelle due casette collocate in città, precisamente a piazza Immacolata e nel quartiere di Monticelli. Un servizio che venne introdotto dal Comune, appunto, diversi anni fa, grazie al prezioso contributo da parte del Bim Tronto. Un progetto, in realtà, che prevedeva la collocazione di altre casette anche in altri quartieri, ma che per vari motivi non ha avuto seguito. Sono tanti (non tantissimi) i cittadini che periodicamente caricano in macchina decine e decine di bottiglie vuote per andarle a riempire, pagando l’acqua soltanto cinque centesimi al litro: una somma quasi simbolica, che consente un netto risparmio rispetto ai prezzi applicati nei supermercati. L’altra faccia della medaglia, però, riguarda proprio il fatto che due casette sono poche per una città come Ascoli.

"È vero, avevamo previsto di installarne altre – conferma Luigi Contisciani, presidente del Bim Tronto – e non è escluso che ciò accadrà. Tengo, però, a precisare che in questi anni le casette hanno riscosso un grandissimo successo, testimoniato dai dati. Solo nel corso del 2021, ad esempio, in tutte e dieci le casette attivate in provincia, sono stati erogati ben 2.424 metri cubi d’acqua". Oltre alle due strutture collocate ad Ascoli, infatti, ve ne sono altre due a San Benedetto, precisamente in via De Gasperi e in piazza Setti Carraro, due pure a Monteprandone (in via Leopardi e in via Benedetto Croce), una a Maltignano, una a Colli e un’altra a Monsampolo. Dallo scorso luglio, poi, ne è stata collocata un’altra a Spinetoli. Diversi sono i vantaggi che queste casette apportano alla popolazione. Innanzitutto dal punto di vista ecologico, visto che si tratta di un servizio a chilometro zero, non c’è trasporto su autoarticolati e viene ridotto l’impatto ambientale legato al quantitativo di plastica da smaltire. Il secondo vantaggio è legato all’aspetto salutare: l’acqua delle casette è buona da bere perché arriva direttamente dalla rete acquedottistica, viene microfiltrata neutralizzando impurità e sapori, non è soggetta a sbalzi di temperatura dovuti ai trasporti, non è racchiusa in contenitori di plastica, ma soprattutto è frequentemente controllata dagli enti preposti e dai gestori stessi. Infine, come detto, c’è un beneficio economico, perché costa circa il 65 per cento in meno rispetto all’acqua venduta nei supermercati.

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