Ascoli, 9 maggio 2018 - Dopo 8 lunghi mesi, il grande ritorno di Christian Del Vecchio. Il 'padre spirituale' di Amarlis, l’associazione mariana che da quasi 4 anni si trova a Quinzano di Force, aveva deciso di abbandonare la piazza a settembre dello scorso anno, congedandosi con una lettera indirizzata al vescovo Giovanni D’Ercole.

È stato infatti quest’ultimo ad accogliere la congrega nella sua diocesi, concedendo in affitto la chiesa e la canonica di Quinzano, dove Christian è tornato a risiedere negli ultimi giorni. La ‘fuga’ di Del Vecchio – che nei mesi scorsi aveva trovato riparo a Roma, presso il seminario della Scuola Santa Croce dell’Opus Dei – è stata giustificata dal troppo clamore suscitato dalla stampa.

«Per evitare alla Diocesi il disagio che i media stanno creando – scriveva Del Vecchio al vescovo il 28 settembre 2017 – decido, almeno per ora, di allontanarmi. Ringrazio Lei Mons. Vescovo. Intendo così essere più libero di potermi difendere da calunnie e diffamazioni. Sono certo che la Verità trionferà». Una verità che, ancora oggi, si stenta a capire quale sia.

Del Vecchio afferma infatti di essere in possesso di un’icona della Vergine Maria che, di quando in quando, trasuda un olio dalle proprietà miracolose. Afferma anche di averla vista, la Madonna, in più di un occasione, accanto a Gesù Cristo e a un angelo che si sarebbe palesato nel boschetto sacro di Quinzano. In un video reperibile su youtube, si può anche vedere l’olio santo che sgorga direttamente dalle mani del veggente.  Del resto anche il nome 'Amarlis' - acronimo di ‘associazione mariana refugium lilium inter spinas (giglio tra le spine) -  prende vita da un racconto che ha dell’incredibile, riferito dallo stesso Del Vecchio.

«Il 22 gennaio 2013, in un momento di grande sofferenza fisica (...) ebbi chiarissima e nitida come visione nell’intelletto: una giovane ragazza vestita di bianco (...) i piedi posavano su un enorme giglio, attorno al quale vi era un grande rovo di spine (...) era la Beatissima Vergine Maria Immacolata, che desiderava essere onorata sotto il titolo di ‘Giglio tra le Spine’». Quindi, Christian Del Vecchio sarebbe stato incaricato dalla Madonna di fondare un’Opera a suo nome, per salvare gli uomini dal baratro del peccato.

Credere a tutto questo risulta, se non impossibile, quantomeno difficile. Ma Christian è rimasto ‘fedele alla linea’, tanto che prima di partire si era anche affidato all’assistenza legale dell’avvocato Andrea Trofino, incaricato di tutelarlo da accuse ritenute «infondate e destituite di ogni verità storica». Per cui, stando a Del Vecchio, vaghi racconti su guarigioni miracolose e sul misterioso olio santo sarebbero più probanti delle notizie riportate dai media. E adesso, a distanza di 8 mesi, il grande ritorno, sul quale si è espresso anche il vescovo Giovanni D’Ercole: «Chirstian è tornato – afferma – e non vedo quale sia il problema. Si trova a Quinzano per pregare in solitudine, non fa assolutamente niente. Al massimo qualcuno la sera va a dire il rosario, ma nulla di più. La polizia e la Diocesi hanno terminato il processo di verifica sulla sua attività, e non è stato trovato nulla di illegale. Nessun abuso di carattere morale, nessuna truffa».

Alla domanda relativa all’olio miracoloso, D’Ercole ha risposto che «per adesso la questione è in sospeso. Sono argomenti di tipo mistico che devono essere esaminati con molta attenzione. Appena avremo un po’di tempo procederemo anche su questo aspetto».

Proprio in concomitanza con il ritorno del veggente, il sito web dell'associazione è stato misteriosamente oscurato. I contenuti presenti in rete avevano scatenato non poche reazioni nei mesi scorsi. Si parlava di apparizioni, prodigi e miracoli legati all’olio santo, che si poteva ordinare anche via internet, e veniva spedito gratuitamente, anche se sul sito era presente un Iban al quale devolvere le eventuali donazioni.

«Molte malattie sono recedute o scomparse a contatto con l’olio miracoloso – si leggeva nel sito – di cui molte testimoniate medicalmente» e ancora, «molte persone sono guarite prima ancora che gli arrivasse l’olio».