Operatori sanitari al lavoro
Operatori sanitari al lavoro
Cluster al blocco operatorio dell’ospedale ‘Mazzoni’ dove 5 operatori sanitari sono risultati positivi al Covid-19. Una vera e propria tegola per l’attività chirurgica del nosocomio ascolano, già fortemente penalizzata dalla carenza di personale e per questo motivo con sedute ridotte da diversi mesi. Le sale operatorie sono state chiuse domenica per la sanificazione degli ambienti, non appena si è saputo del primo caso di Sars-Cov-2, al quale, purtroppo, ne sono seguiti altri. Al momento il bilancio dei contagiati è di 3 infermieri, un...

Cluster al blocco operatorio dell’ospedale ‘Mazzoni’ dove 5 operatori sanitari sono risultati positivi al Covid-19. Una vera e propria tegola per l’attività chirurgica del nosocomio ascolano, già fortemente penalizzata dalla carenza di personale e per questo motivo con sedute ridotte da diversi mesi. Le sale operatorie sono state chiuse domenica per la sanificazione degli ambienti, non appena si è saputo del primo caso di Sars-Cov-2, al quale, purtroppo, ne sono seguiti altri. Al momento il bilancio dei contagiati è di 3 infermieri, un operatore socio-sanitario e un medico, tutti vaccinati contro il nuovo Coronavirus. Ma si teme che il numero possa aumentare. Intanto, tutto il personale che gravita intorno al blocco operatorio del nosocomio ascolano è stato fatto sottoporre al tampone e fino a che non verranno riaperte le sale (probabilmente oggi) saranno garantiti solo gli interventi in urgenza ed emergenza. Dunque, lo stop ha riguardato in questi giorni la chirurgia elettiva. Anche se in realtà, già prima di questo focolaio, a causa della cronica mancanza di medici e infermieri, il mese di novembre era stato programmato con interventi dimezzati rispetto a quello che era il calendario pre Covid: ovvero 3 a settimana di ortopedia invece dei 6 tradizionali, e 4 a settimana per la chirurgia invece dei 7 tradizionali. Insomma, tra pandemia, cluster e persistente mancanza di personale, il ritorno alla normalità dell’attività chirurgica fa fatica ad arrivare.

Anche nelle sale operatorie, inoltre, ci sono sanitari sospesi perché non vaccinati e questo contribuisce ulteriormente ad accrescerne la carenza. Infine, ma non da ultimo, gli infermieri, gli Oss e i medici degli ospedali del piceno sono stati tra i primi, nel gennaio scorso, a vaccinarsi contro il Covid-19, e per chi non ha ancora effettuato la terza dose ‘booster’ (si sono iniziate a fare tra il personale) il titolo anticorpale è diminuito notevolmente. Ecco anche perché sta crescendo il numero di positivi tra di loro. Dal blocco operatorio al Pronto soccorso del ‘Mazzoni’, con l’aumento dei contagi di questo ultimo periodo stanno crescendo, purtroppo, anche gli accessi e i ricoveri nella medicina d’urgenza. A ieri i positivi degenti in Murg erano 4, in attesa di collocazione in reparti Covid che nell’Area vasta 5, però, è solo la terapia intensiva dell’ospedale ‘Madonna del Soccorso’. Per chi, infatti, non ha bisogno della rianimazione, dove al momento sono tre i posti letti occupati, c’è il reparto di malattie infettive dell’ospedale ‘Murri’ di Fermo. Dunque, dalla Murg di Ascoli i pazienti infettati dovrebbero essere trasferiti altrove non appena possibile. Cosa che non sta accadendo in quanto dei quattro ricoverati, uno è lì da circa una settimana.

Lorenza Cappelli