Consumo di suolo, l’ira di Caselli: "Non abbiamo imparato nulla"

Consumo di suolo, l’ira di Caselli: "Non abbiamo  imparato nulla"

Consumo di suolo, l’ira di Caselli: "Non abbiamo imparato nulla"

L’aumento del consumo di suolo preoccupa la comunità sambenedettese. È di fine ottobre la pubblicazione del nuovo report Ispra che valuta regioni, province e – in alcuni casi – comuni in merito al grado di cementificazione e impermeabilizzazione dei suoli. Un parametro che da anni, in riviera, cresce costantemente, nonostante i numerosi appelli alle amministrazioni di turno per frenare il trend. Ad alzare nuovamente la voce è Amilcare Caselli: "E così San Benedetto è giunta al 37,9 % di consumo di suolo dal precedente 37,6 – dice il referente del coordinamento ‘Fermiamo il Consumo di Suolo, Rigeneriamo la Città’ – il quadro italiano è sconfortante: unica amara consolazione, perché, a dispetto delle tragedie di Senigallia, della Romagna e della Toscana, si continua a edificare, come non ci fosse un domani". Caselli rammenta come già prima della campagna elettorale, molti esponenti dell’attuale giunta avessero sottoscritto la mozione per il consumo di suolo zero, "argomento speso nella suddetta campagna, ma solo a parole, visti i risultati e i progetti, che oggi insistono sull’area Brancadoro, di un polo sportivo-ricreativo di cui nessuno sente il bisogno, perché derivante da un piano regolatore della fine degli anni ‘80 dove si prevedeva una San Benedetto di 90mila abitanti". Il referente cita anche i terreni di Ragnola, destinati "a un fantomatico polo sanitario, ma che nei fatti non sarà nemmeno un ospedale di livello base, per di più, in barba a qualunque ragionevole urbanistica, incredibilmente previsto nel centro città". Il coordinamento ricorda anche le previsioni del piano regolatore per la zona Mare e Sentina, dove si potrebbero costruire ostelli e discoteche, oppure l’idea di realizzare un parcheggio interrato a ridosso di via del Cacciatore, le nuove stazioni dei Vigili del Fuoco e del Commissariato: se si continua così, dice Caselli, "allora saremo ben oltre il 37,9 % di consumo di suolo di oggi, saremo al record nazionale". Continua l’ambientalista: "Sono finiti i tempi in cui i record di San Benedetto erano della pesca, del porto, il turismo e la qualità della vita. Oggi ci appartengono solo i tristi dati di cui sopra. Si ricordi che un ettaro di terreno libero assorbe fino a 3750 tonnellate d’acqua, trattiene fino a 500 chili al giorno di Co2 e polveri sottili, mitigando il calore. Ecco perché i suoli ancora liberi in città non sono ‘campi abbandonati’". Infine, l’appello: "È con questi dati che ci rivolgiamo agli amministratori. Ricordiamoci le esondazioni del Tronto e dell’Albula, le vittime di Senigallia, della Romagna e ora della Toscana". Perché non si debba spalare il fango, domani, anche in riviera.

Giuseppe Di Marco