Dipendenti al lavoro con mascherine (foto di repertorio)
Dipendenti al lavoro con mascherine (foto di repertorio)

Ascoli Piceno, 29 marzo 2020 - L’emergenza Coronavirus sta mettendo a dura prova l’economia, ma c’è chi non si arrende. Sono molte le aziende del Piceno che si stanno impegnando per adattarsi a una situazione nuova e prima inimmaginabile. Il segreto per andare avanti consiste nelle rapida risposta del settore produttivo a una richiesta che si fa ogni giorno più pressante, quella delle mascherine, che al momento scarseggiano sul mercato. Tutto ciò è possibile grazie a un progetto lanciato da Cna Federmoda, Confindustria Moda, Sportello Amianto Nazionale e PwC. Supporto concreto è offerto dal gruppo regionale di lavoro, di cui fa parte l’imprenditrice Doriana Marini, presidente Federmoda Marche e titolare di una delle aziende che hanno rapidamente riconvertito il sistema produttivo, la Dienpi Srl di San Benedetto.

«La nostra ditta – spiega Marini – si occupa di progettazione e produzione di accessori e stampi per abbigliamento, calzature e pelletteria. Per il nostro lavoro è indispensabile l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, ma facevamo difficoltà a reperirli. Così, a gennaio, ci siamo trovati costretti a farli per noi, e da una necessità personale è nata un’idea. Ho ricevuto una chiamata da parte di Erika Andreetta, partner di Pwc Italia che ha richiesto il supporto delle aziende del Centro Italia, e si è subito creata una rete".

Accanto alla Dienpi, hanno aderito altre aziende del Piceno: Elit Manifatture, Wudawu e Confezioni Mary di Ascoli, Do Quality di San Benedetto e Alex Srl di Grottammare. "Il problema, ora – spiega ancora Doriana Marini – è il reperimento della materia prima e la lentezza della burocrazia. Io e il mio socio, Andrea Scaltritti, abbiamo fatto la richiesta all’Istituto Superiore di Sanità per produrre mascherine chirurgiche. Siamo in attesa del nulla osta e nel frattempo cerchiamo aziende che possano aiutarci in conto terzi. Abbiamo contribuito a redigere la scheda tecnica per tutta Italia, e siamo lieti di lavorare in sinergia, perché l’unione è la forza del nostro Paese".

Ad aderire al progetto è stato anche Stefano Aurini, titolare di Confezioni Mary Srl di Ascoli. £Abbiamo iniziato la settimana scorsa – ha detto – produciamo 4mila mascherine al giorno, a triplo strato rivestite di cotone, lavabili e riutilizzabili. I nostri clienti sono soprattutto farmacie, ma un grande ordine ci è arrivato dal Comune di Castel di Lama che vuole distribuirle a tutta la popolazione, un gesto significativo. Al momento produciamo solo quelle non chirurgiche secondo quanto previsto dall’articolo 16 comma 2 del nuovo decreto. Sto cercando di reperire il materiale certificato per realizzare i presidi chirurgici, ma non è semplice".

Anche Enzo Alessandrini, titolare di Elit Manifatture Srl di Centobuchi si dice soddisfatto: "Ci tengo a ringraziare di cuore le 21 dipendenti della mia azienda – afferma – che stanno continuando a lavorare senza sosta, con turni di 9 ore al giorno. A causa della crescente richiesta, stiamo producendo 6mila mascherine al giorno e ciò non sarebbe possibile grazie alle donne che, con coraggio, vengono qui tutti i giorni, sfidando il virus per aiutare la popolazione in questo terribile momento".