Peppe Paci, Piero e Marco Di Sabatino (Foto La Bolognese)
Peppe Paci, Piero e Marco Di Sabatino (Foto La Bolognese)

Ascoli Piceno, 5 luglio 2020 - In una città che gradualmente sta riconquistando la sua quotidianità dopo la fine del lockdown, quello che emerge dalla voce dei commercianti, alla prese con un difficile ritorno alla normalità dopo la riapertura del 18 maggio scorso, è che a fronte di un maggior afflusso di persone in centro, il numero di coloro che fanno acquisti è minore. Gli ascolani, terminata l’emergenza sanitaria, sono tornati sì a spendere nelle attività commerciali, ma solo per il necessario e non più per il superfluo.

E il settore maggiormente penalizzato è sicuramente quello dell’abbigliamento. "Voglio essere sincero – dice Peppe Paci, titolare di ‘Zona 23’ con i punti vendita in via Ceci e corso Vittorio Emanuele –, la situazione è tragica. Stiamo lavorando con i clienti storici, loro non ci hanno tradito, ma anzi hanno dimostrato una grande sensibilità nel tornare a comprare nei negozi della città piuttosto che online e nella grande distribuzione. Hanno capito che il momento è delicato e che c’è bisogno di spendere ad Ascoli per sostenere l’economia locale. Quello che manca, però, è la vendita fatta al turista che, sebbene incidesse sul fatturato in piccola percentuale, ora non c’è proprio. Il centro è tornato ad essere frequentato, ma non c’è più la vendita casuale".

"Veniamo – continua Paci – da dieci anni in cui, prima c’è stata la crisi dei consumi, poi il terremoto ed ora il Covid. I clienti storici continuano ad acquistare, come ho già detto, ma non ce ne sono in abbondanza e dunque oggi si lotta davvero per sopravvivere. Ascoli sta pagando il conto di tutto, dalle scelte scellerate dell’ex sindaco al terremoto, in seguito al quale da parte di Castelli non c’è stata nessuna azione per agevolare la ripresa del commercio nel centro della città. Sembrerebbe che Fioravanti, almeno a parole, sia più rivolto verso le sorti delle attività del centro storico, ma per i parcheggi e i varchi ancora non è stato fatto nulla".

Riscontra la stessa situazione anche Marco Di Sabatino, titolare de negozio di abbigliamento ‘Di Sabatino’ e presidente dell’associazione dei commercianti ‘Wap’. "Nei primi dieci giorni dopo la fine del lockdown – dice – ho venduto abbastanza, tant’è che ciò mi ha fatto ben sperare. Ma queste vendite erano dettate dalla necessità di acquistare dopo il prolungato confinamento in casa. Per noi che il grosso del fatturato è rappresentato dalla cerimonia e dal formale per le occasioni di lavoro, il contraccolpo c’è stato e il fatturato è sceso perché la maggior parte dei matrimoni sono stati rinviati al 2021 e continua lo smart working. Stiamo vendendo il quotidiano ed abbiamo aperto una nuova sezione, Di Sabatino Lab gestita da mio nipote Piero, dedicata all’abbigliamento streetwear per i più giovani". Come presidente di Wap, Di Sabatino anticipa come presto tornerà il progetto ‘Compra in Ascoli’ (ora ‘Viviamo il centro’) grazie al quale saranno messi in palio buoni acquisto per chi fa compere nei negozi del centro, e come l’associazione sia pronta a collaborare con il Comune per la notte bianca del 10 agosto.