Donna incinta positiva al Covid (Foto d'archivio Sgattoni)
Donna incinta positiva al Covid (Foto d'archivio Sgattoni)

Ascoli Piceno, 11 luglio 2020 - Si allarga la rete dei contatti dei tre bengalesi positivi al Coronavirus che si trovano a San Benedetto. Fino ad arrivare a circa una sessantina, di cui 12 convocati, questa mattina, dal Servizio di igiene e sanità pubblica dell’Area vasta 5, per effettuare il tampone. La donna, la convivente della coppia che l’ha contagiata di ritorno dal Bangladesh, è al quinto mese di gravidanza e prima di sottoporsi al test per accertare la positività al Sars-Cov-2 si è recata, il 6 luglio scorso, all’ospedale di San Benedetto per alcuni controlli.

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E’ stata nel consultorio, dove è venuta in contatto con diversi operatori sanitari e dove ha aspettato il suo turno insieme ad altre donne che erano presenti nella sala d’attesa, ed è stata, sempre nel corso di quella mattinata, nel punto prelievi dove c’erano diverse persone in coda, sia uomini che donne, oltre agli infermieri. Una rete di contatti a cui il Sisp è arrivato dopo che la donna ha vuotato il sacco raccontando della sua mattinata trascorsa al nosocomio della riviera. Ma ci sono contatti e contatti. I 12 convocati questa mattina per sottoporsi al test sono le donne che si trovavano nella sala d’attesa del consultorio quando c’era anche la bengalese.

"Queste persone – spiega il direttore del Sisp, Claudio Angelini – sono state contattate e invitate a sottoporsi domani mattina (stamattina ndr) al tampone perché l’anticamera nel consultorio è stata abbastanza lunga, di circa un’ora. Per coloro, circa una quarantina, che invece la donna positiva ha incrociato nel punto prelievi il discorso è diverso. Innanzitutto bisogna vedere a che ora hanno usufruito del servizio, e dunque molti potrebbero non aver stazionato nel luogo con la positiva. Deve essere valutato caso per caso, e poi la permanenza sul posto è stata minore. E comunque, sia nel consultorio, sia nel punto prelievi, c’è l’obbligo di indossare la mascherina, di tenersi a distanza e prima di entrare viene misurata la temperatura corporea. Direi che, soprattutto quelli nel punto prelievi, sono contatti a bassissimo rischio e valuteremo se far fare loro o meno il tampone".

Per quanto riguarda, invece, gli operatori (circa una quindicina sono riconducibili alla donna incinta positiva), per loro il tampone è di routine e dunque lo avrebbero fatto comunque. Intanto, il direttore dell’Area vasta 5, Cesare Milani, sta disponendo affinché i tre bengalesi positivi al Covid-19 (al momento gli unici), vengano trasferiti alla Rsa di Campofilone così da assicurarsi che rispettino la quarantena. Infine, il direttore sanitario Diana Sansoni, in virtù dell’inasprimento delle misure per poter accedere negli ospedali entrate in vigore da martedì scorso, invita i cittadini a ricorrere ai servizi solo in caso di effettiva necessità.