In fila per i richiami (La Bolognese)
In fila per i richiami (La Bolognese)

Ascoli Piceno, 24 novembre 2021 - Nuovo stop degli interventi chirurgici, ad eccezione delle emergenze e delle urgenze indifferibili, all’ospedale ‘Mazzoni’ di Ascoli. La positività al Sars-Cov-2 di altri tre operatori sanitari del blocco operatorio, un’infermiera 3 giorni fa e un anestesista e un’infermiera ieri, hanno costretto la direzione dell’Area vasta 5 all’interruzione dell’attività elettiva, ovvero degli interventi programmati. Gli ultimi casi sono emersi nell’ambito dello screening che tutto il personale delle sale operatorie del nosocomio ascolano sta facendo ogni tre giorni, dopo la scoperta del primo contagiato avvenuta ormai più di una settimana fa. Si allarga dunque il cluster e speriamo che quelli registrati ieri siano davvero gli ultimi casi. Gli operatori infettati (tutti vaccinati) stanno bene, tranne uno al quale è stata diagnosticata una polmonite da Covid-19.

Il livello di allerta al ‘Mazzoni’ ora è massimo, come quello che c’era durante il lockdown, e per questo motivo non è escluso che si possa tornare al divieto d’ingresso per le visite ai famigliari dei degenti. Le sale operatorie sono state nuovamente sanificate e tutto il personale che vi afferisce è sotto sorveglianza.

Dal focolaio Covid in ospedale alle vaccinazioni, con 1.100 effettuate lunedì e altrettante ieri, l’Area vasta 5 inizia a registrare un incremento significativo, e soprattutto duraturo, per quanto riguarda le somministrazioni delle terze dosi ‘booster’ contro il Covid-19. La conferma di come sempre più persone si stiano immunizzando arriva dalla fila che ieri mattina si è creata fuori dal centro vaccinale di Ascoli allestito nella ‘Casa della gioventù’ in zona Pennile di Sotto.

"Stanno aumentando i numeri delle vaccinazioni – dice il direttore del dipartimento farmaceutico dell’Area vasta 5, Isidoro Mazzoni –, sia perché sono aumentate le classi di età vaccinabili con l’apertura delle prenotazioni agli over 40, sia perché la validità del Green pass dovrebbe passare da sei a cinque mesi. Cresce, dunque, la fascia della popolazione vaccinabile e questo ne determina una domanda maggiore. La gran parte dei prenotati ora sono persone con più di 40 anni che vogliono farsi la terza dose, anche se registriamo prime dosi tra i 12 e i 18 anni". A subire un’impennata non sono però solo le vaccinazioni, ma anche i trattamenti con gli anticorpi monoclonali. Solo oggi (ieri ndr ) – continua Mazzoni – ne abbiamo fatti dieci in Area vasta 5. La situazione, nel Piceno, tutto sommato è buona, anche per quanto riguarda le ospedalizzazioni perché c’è un’alta percentuale di vaccinati. Se gli stessi si fossero ammalati un anno fa sarebbero finiti ricoverati e in alcuni casi anche in terapia intensiva. E’ bene ricordarsi sempre che il vaccino previene la morte e l’ospedalizzazione. Comunque, nonostante tutto non bisogna abbassare la guardia".