Il presidente della Ciip Giacinto Alati
Il presidente della Ciip Giacinto Alati

Ascoli, 10 gennaio 2018 - Nel piceno è crisi idrica. A lanciare l'allarme è la Ciip, che si troverà costretta chiudere i serbatoi a servizio di molte zone nelle ore notturne. Ieri si è infatti svolta la conferenza stampa alla quale hanno preso parte, oltre al presidente Giacinto Alati, anche l'ingegnere Cristiana Bollettini, il dirigente Cesare Orsini e il geometra Antonio Serena, che hanno spiegato le modalità d'intervento per fronteggiare l'emergenza.

L'acqua verrà a mancare a partire da lunedì 14 gennaio dalle 23 alle 6 del mattino, e il provvedimento coinvolgerà molti Comuni. Per quanto riguarda Ascoli, resteranno senz'acqua il centro urbano, la frazione di Mozzano, Monticelli e Brecciarolo, il quartiere delle Tofare, Via Piceno Aprutina e via Napoli, la Frazione di villa Sant'Antonio, via III ottobre e via Spalvieri. Ma non sarà solo il capoluogo a rimanere a secco nelle ore notturne. L'acqua mancherà anche nei centri urbani di Venarotta e Roccafluvione, a Folignano (sia nel paese che a Villa Pigna, in zona Battente e al Marino), Maltignano (sia nel centro urbano che a Caselle) e Acquasanta Terme (comprese le frazioni di Santa Maria, Castel di Luco, Centrale e Paggese).

Anche la vallata del Tronto sarà coinvolta nell'intervento di razionalizzazione delle risorse idriche, che non risparmierà Castel di Lama (compresa Villa Chiarini, Piattoni, Forcella, Cabbiano, Valentino, Colle e la frazione di Villa Sant'Antonio), Castignano, Castorano (compresi Gaico e San Silvestro), il centro urbano di Colli del Tronto e Villa San Giuseppe, Spinetoli, Pagliare e Offida (oltre al centro urbano, zona Cappuccini e zona San Lazzaro) e Rotella. Lo stato di emergenza è grave. Come ha spiegato il presidente della Ciip Giacinto Alati: «È indispensabile appellarsi al buon senso dei cittadini. Invitiamo ad un uso intelligente dell'acqua, perché dopo il sisma abbiamo perso alcune sorgenti. Questo intervento è indispensabile per evitare problemi futuri e per trasmettere un messaggio alla cittadinanza, che invitiamo a collaborare».

Vista la situazione, sarà necessario provvedere alla chiusura dei serbatoi anche a San Benedetto, nello specifico nelle zone di Ponte rotto, la zona industriale Acquaviva, contrada Marinuccia e nella parte alta della zona Ascolani, ma anche Acquaviva Picena, Monsampolo, Grottammare (escluso il centro storico), Cupra Marittima, Montalto, Montedinove, Montefiore dell'Aso, Ripatransone, Monteprandone (solo nelle frazioni di Centobuchi e Stella), Lapedona e Ortezzano. La Ciip ha inoltre sottolineato che «questa chiusura rappresenta la prima fase di possibili altri successivi interventi attivabili in relazione all'andamento delle portate sorgentizie, all'andamento climatico e alla domanda idrica da parte delle utenze».

La misura adottata perdurerà fino a data da definirsi, e la Ciip ha già provveduto ad avvisare la popolazione in merito al razionamento attraverso l'invio di sms informativi. «Siamo al primo stadio di un codice rosso – ha detto il presidente della Ciip Alati – andiamo avanti con gli impianti di soccorso. Per questo, la chiusura è indispensabile. Vogliamo però tranquillizzare i cittadini, perché l'acqua c'è, ma in questo momento non è sufficiente a coprire tutto il fabbisogno e dobbiamo razionarla per evitare l'insorgenza di problemi in futuro».

A monte della crisi idrica c'è sempre l'effetto degli eventi sismici che ha profondamente modificato il regime di restituzione della risorsa idrogeologica di tutte le sorgenti in prossimità delle aree epicentrali, con conseguente e costante riduzione della portata. «Inoltre il regime delle precipitazioni della stagione autunnale è tale da non contribuire, al momento, alla ricrescita dei livelli sorgentizi. «Qualcuno si lamenta, dice che facciamo i furbi, ma non è così. Purtroppo le condizioni meteorologiche non sono a nostro favore. Anche se negli ultimi giorni ha piovuto e nevicato, il livello delle precipitazioni non è tale da contribuire a risolvere la situazione».