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27 apr 2022

Crisi idrica Piceno, Netti: "Acqua dal Gerosa"

Il presidente del Consorzio sulla possibilità di usare gli accumuli del lago artificiale lungo due chilometri

maria grazia lappa
Cronaca
Sorgenti a secco, è crisi idrica
Sorgenti a secco, è crisi idrica

Ascoli, 27 aprile 2022 - La crisi idrica è un problema grave anche nella provincia di Ascoli, anche se la maglia nera va a Pesaro. Sono necessari nuovi sistemi di approvvigionamento e il Consorzio di Bonifica del Tronto propone al Ciip di utilizzare le acque di approvvigionamento. C’è un prima e un dopo nella storia dell’acqua del Piceno, tanto buona da sognare un imbottigliamento, così poca da essere razionata. Sicuramente nel Piceno il terremoto ha giocata un ruolo fondamentale, le scosse hanno cambiato il corso delle acque, che si sono riversate verso il versante Umbro-Laziale lasciando a secco il versante Marchigiano. A peggiorare le cose altri due fattori: siccità e sprechi. Purtroppo a questo si aggiungono anche i cambiamenti climatici: sempre meno pioggia e meno neve durante gli inverni. Sta di fatto che la portata della sorgente sopra il lago di Gerosa si è ridimensionata pesantemente e l’emergenza è diventata una realtà a cui è necessario dare al più presto una risposta.

Il presidente Netti
Il presidente Netti

La Ciip da anni ormai sta cercando nuove fonti di approvvigionamento, si è pensato alla captazione nel torrente Pescara, con costi molto importanti. La ricerca di nuove fonti di approvvigionamento sembra essere l’unica strada per la salvezza. Il Consorzio di Bonifica del Tronto da tempo propone i bacini di accumulo. "Proprio il 2 maggio – dichiara Claudio Netti, presidente del Consorzio della Bonifica del Tronto – si terrà un incontro con la Ciip per verificare un accordo per utilizzare le acque di accumulo del lago di Gerosa. Il Lago di Gerosa è un bacino di origine artificiale con una larghezza di 400 metri e una lunghezza di circa 2 chilometri. Alimentato principalmente dal fiume Aso che dalle pendici del Monte Vettore scende giù fino all’Adriatico. Siamo un soggetto di carattere istituzionale, un provvedimento che il Consorzio di bonifica del Tronto propone da anni, anche alla luce di un cambiamento che non è più riversibile. Il consumo dell’acqua è profondamente cambiato, le acque di falda vicino alla costa sono ormai inutilizzabili per una serie di fattori, tra l’altro l’industrializzazione degli anni ’70 ne ha cambiato profondamente la natura, quindi la fonte di approvvigionamento è rimasta la montagna, ma anche qui, i problemi sono tanti. I consumi sono aumentati, consumiamo 75milioni di metri cubi di acqua molto si deve fare per evitare la dispersione". La sfida del futuro sarà quella di ottimizzare l’uso della risorsa idrica in un pianeta che è sempre più colpito dai cambiamenti climatici e che tende a sovraffollarsi, reclamando quindi più cibo e soprattutto più acqua potabile. 

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