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26 mag 2022

Crisi, perse 341 attività commerciali

Il dato drammatico emerge dalla diminuzione delle utenze commerciali Tari. Rifiuti a Fano, costi in aumento

26 mag 2022

Ondata di esercizi commerciali chiusi, aumento dei costi per i rifiuti di 100mila euro al mese: è un contesto ben poco rassicurante, quello emerso ieri pomeriggio in commissione bilancio, dove i tecnici del comune hanno snocciolato i numeri relativi al piano di gestione dei rifiuti e alle tariffe Tari 2022. Dai dati citati è emersa la chiusura di 341 utenze commerciali, cosa che ha comportato un aumento della Tari, per questa categoria, di circa l’1%. Una micro-variazione che però nasconde una statistica a dir poco inquietante: oltre 300 imprese della riviera non hanno più un’utenza legata al proprio esercizio. Questo può significare che questi negozi si sono trasferiti, che si sono trapiantati nell’e-commerce o, più probabilmente, che hanno cessato l’attività. Si sentono sempre di più le conseguenze di una crisi internazionale, che oltre al caro utenze, all’aumento delle materie prime, al blocco dell’import-export, ora si abbatte sull’esistenza stessa degli esercizi commerciali. E il dato è tanto più preoccupante se si considera che questo avviene nella riviera picena, il cui tessuto socio-economico si regge sostanzialmente sul commercio. Piccola nota positiva: le tariffe Tari diminuiscono tra il 2,5% e l’8% per le utenze domestiche: una forbice che si allarga o si restringe in base al rapporto fra superficie dell’utenza e persone che vi abitano. In questo caso, la diminuzione è data da un aumento di circa 500 unità nelle utenze domestiche. Ma la nota ‘buona’ è solo una piccola parentesi.

In commissione infatti viene trattato, più in generale, il piano economico finanziario sulla gestione dei rifiuti, che come l’anno scorso si attesta su 12.800.481 euro. Il costo di conferimento dei rifiuti, però potrebbe presto aumentare vertiginosamente per il fatto che i rifiuti, attualmente, sono trasportati fuori provincia. A dirlo è Lanfranco Cameli, responsabile del Servizio Aree Verdi, Qualità e Arredo Urbano: "Ci troviamo di fronte ad una proiezione piuttosto allarmante - afferma Cameli - Oggi sono già partiti cinque camion in direzione Fano. Se questa dovesse essere la tendenza, parleremmo di un aggravio di 100mila euro al mese sul costo. Chiaramente si tratta di un problema legato all’accordo fra i sindaci. L’amministratore delegato di Picenambiente ha detto di aver preso contatti a livello provinciale per tornare, almeno per un breve periodo, a conferire all’interno del bacino. Se fosse così, le più rosee previsioni sarebbero per settembre, ma potrebbe slittare. La vasca ‘0’ che può darci 15 anni di tranquillità per l’indifferenziato, oppure la vasca ‘7’, sono indisponibili".

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