Croce Rossa in bicicletta
Croce Rossa in bicicletta

Ascoli, 14 giugno 2019 - Partità a metà luglio ‘Cri in bici’, il servizio di assistenza su due ruote diffuso in diverse città italiane, e da qualche anno anche ad Ascoli. In poco tempo questo si è dimostrato un importante mezzo di soccorso negli interventi rapidi di rianimazione del paziente in attesa dell’arrivo dell’ambulanza, in quanto permette di diminuire del 25 per cento i decessi per infarto cardiaco. Il progetto, nel capoluogo Piceno, si avvale di quattro bici equipaggiate per il primo soccorso Blsd con utilizzo del defibrillatore e di venti volontari dedicati che, solo la scorsa estate, hanno effettuato in un mese trecento misurazioni di pressione e dieci interventi sanitari.

«Da quest’anno – spiega la presidente del comitato di Ascoli della Croce Rossa, Cristiana Biancucci – abbiamo anche una convenzione a livello nazionale con Land Rover grazie alla quale ci muniranno di integratori alimentari e acqua. Cri in bici parte come un servizio sanitario, ma poi si evolve in servizio sociale perché gli anziani aspettano i volontari per scambiare con loro due chiacchiere, farsi misurare la pressione e da quest’anno per bersi anche un integratore». 

«Saremo operativi – continua – da metà luglio fino a metà agosto, nelle ore più calde della giornata, con un coinvolgimento anche quest’anno massiccio di volontari che con molto entusiasmo aderiscono. L’obiettivo generale è quello di creare un servizio di assistenza sanitaria innovativo ed ecosostenibile che, nello specifico, andrà a migliorare il soccorso rendendolo più tempestivo». 
«Con l'ausilio della bicicletta – spiega ancora – si possono raggiungere luoghi prima impensabili con un automezzo, come ad esempio le piazze affollate e le nostre rue. Certo non è un’assistenza come quella che si può dare con un’ambulanza, ma gli operatori in bici hanno un telefono collegato alla centrale operativa del 118». 

Un primo soccorso, dunque, come quello al quale la Croce Rossa di Ascoli, in collaborazione con il Comune, ha pensato facendo installare un defibrillatore in piazza Arringo. 
Anche se una città che possa definirsi cardioprotetta dovrebbe avere più di una colonnina. «Molte altre città, anche marchigiane –spiega ancora la presidente della Cri Biancucic –, hanno una rete di defibrillatori. Ascoli, con una sola colonnina, non è una città cardioprotetta. Il Comune dovrebbe attivarsi per far sì che ce ne siano di più».