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6 apr 2022

Da Folignano all’Ucraina, la macchina della solidarietà va avanti

La signora Ella fa la spola da settimane tra il Piceno e la sua terra d’origine: "Sono stati raccolti tantissimi beni, grazie a tutti"

La guerra in Ucraina, purtroppo, sembra non finire. A quasi un mese e mezzo dall’invasione russa e dall’inizio del conflitto, però, continuano i gesti di generosità compiuti da tutta la comunità picena beneficio di chi sta vivendo, sulla propria pelle, l’orrore dei bombardamenti. A Villa Pigna, vive la signora Ella, di origini ucraine, in quanto nata a Rivne, che ormai da diverse settimane fa la spola tra il Piceno e la sua terra d’origine per portare beni di prima necessità ai suoi conterranei che si trovano in grande difficoltà. Nei giorni scorsi, proprio da Folignano, è partito un altro automezzo pieno di medicine, prodotti igienici e sanitari, alimenti a lunga conservazione e indumenti. "La macchina della solidarietà ha visto la partecipazione di gran parte della popolazione – spiega il sindaco Matteo Terrani –. Nelle scorse settimane era stata aperta una raccolta beni con un punto attivo e uno sportello dedicato. La risposta da parte dei folignanesi è stata importante. La richiesta di aiuti per il paese devastato dalla guerra era giunta proprio da Ella". Commossa la signora Ella: "Ringrazio tutta la gente di Folignano che ha dato e sta ancora dando una grande mano al nostro popolo – conferma Ella –. Sono stati raccolti tanti beni, il mezzo è strapieno. Mi ha colpito soprattutto vedere diversi giocattoli e zainetti per bambini: saranno di grande aiuto per i piccoli che si rifugiano nei bunker". Ella arrivò in Italia vent’anni fa, alla ricerca di un lavoro. Conobbe Giampietro e andò a vivere con lui. In Ucraina, invece, ha lasciato due figli, Artur e Andrej, che si sono arruolati nell’esercito proprio in questi giorni. "Vogliono combattere per difendere il nostro paese – spiega Ella –. Sono orgogliosi". La donna ha anche un altro figlio, Gabriel, di dodici anni, che al momento si trova con lei a Villa Pigna. Per fortuna. E che lei vuole tenere per sempre stretto a sé. Nella speranza che quest’orrore possa terminare al più presto.

Matteo Porfiri

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