Delitto al Marino del Tronto. Achille Mestichelli morto in cella. Ben Alì scoperto e arrestato a Ragusa

Per l’omicidio preterintenzionale dell’ascolano 53enne condannato il tunisino che si era reso irreperibile

Delitto al Marino del Tronto. Achille Mestichelli morto in cella. Ben Alì scoperto e arrestato a Ragusa

Delitto al Marino del Tronto. Achille Mestichelli morto in cella. Ben Alì scoperto e arrestato a Ragusa

E’ stato arrestato ieri dagli agenti del commissariato di polizia di Ragusa Mohamed Ben Alì, tunisino di 31 anni condannato dalla Corte d’Appello di Ancona a dieci anni di carcere per l’omicidio preterintenzionale di Achille Mestichelli. Il 53enne ascolano morì il 18 febbraio 2015 a seguito delle gravissime lesioni riportate in una lite avuta con il tunisino qualche giorno prima, il 13 febbraio, in una cella del carcere di Marino del Tronto. Il tunisino, difeso dall’avvocato Umberto Gramenzi (foto), si era reso irreperibile e dunque non ha iniziato a scontare la pena quando, ad aprile 2019, il pronunciamento della Cassazione l’ha resa definitiva. Ieri è stato fermato per un controllo in provincia di Ragusa ed è emerso che deve scontare 9 anni 3 mesi e 3 giorni quale residuo dell’omicidio Mestichelli e un’altra condanna per una pena complessiva da scontare di 11 anni, 4 mesi e 26 giorni. Per cui è stato rinchiuso nel carcere Ragusa. L’extracomunitario è per altro sotto processo per reati legati al traffico di droga fra Ascoli e Fermo. Secondo la Procura di Ascoli all’esito delle indagini dei carabinieri, Mestichelli si sarebbe ferito gravemente dopo aver subito uno schiaffo ed una spinta, battendo su uno sgabello. La morte era stata quindi una conseguenza non prevista da chi gli aveva dato lo schiaffo e la spinta, chiaramente senza l’intenzione di provocare il decesso. Non erano di questo avviso i familiari della vittima che nei vari gradi di giudizio hanno sostenuto attraverso l’avvocato Felice Franchi l’ipotesi che l’ascolano fosse stato invece colpito deliberatamente e più volte, probabilmente proprio usando lo sgabello di legno sul quale c’erano tracce di sangue che gli stessi detenuti avrebbero ripulito, come pure il resto della cella. L’autopsia effettuata al Torrette sul corpo dello sventurato ascolano ha posto in evidenza innanzitutto la frattura osso temporale del cranio che lo ha portato al decesso. Il cadavere di Mestichelli presentava però anche la frattura di una vertebra lombare, la frattura di sette costole all’emitorace sinistro, la frattura sul lato sinistro della milza, la frattura del bacino. Evidenziate anche escoriazioni alle braccia che per la parte civile sembravano essere causate da colpi. Una ricostruzione che non ha mai trovato d’accordo la difesa di Ben Alì.

Peppe Ercoli