Ascoli, 14 maggio 2018 – Nelle ultime settimane la discarica ex Ipgi ha sollevato un vero e proprio polverone. Il sito è inattivo dal 1992, ma non sono bastati 26 anni per procedere con i lavori di bonifica o di messa in sicurezza permanente dell’area. Lo stato delle cose, ad oggi, è piuttosto grave. Continui sono gli sversamenti che, nei giorni pioggia, trascinano grandi quantità di percolato nelle acque di falda del torrente Bretta. Si tratta di una sostanza inquinante derivata dalla decomposizione dei rifiuti e, come si può vedere nel video girato da Cristina Farnesi, presidente del comitato ‘Ci rifiutiamo’, qualche giorno fa il terreno ha ceduto, trascinando con se anche la spazzatura che da anni si trovava interrata nella discarica.

Nel frattempo, la Ecoelpidiense ha acquisito tutte le quote della società, mentre la Ipgi ha inviato una lettera ai Comuni chiedendo, in totale, una somma pari 12,5 milioni di euro. A motivazione di questa onerosa richiesta ci sarebbero «gli indebiti costi di gestione post-operativa della discarica, necessari per il mantenimento ordinario e straordinario del sito». Eppure, i comitati si domandano quali siano stati, finora, gli interventi attuati per la messa in sicurezza.

«Da anni facciamo presente questo problema – dicono in coro associazioni e comitati cittadini – ma finora nessuno si è mosso. Questa zona, ricca di corsi d’acqua e dall’alto valore naturalistico, è a rischio. Sulla valle del Bretta grava già la presenza di una grande discarica, la Geta, che adesso sta anche per ingrandirsi con la creazione del sormonto della vasca 1. In pratica, sta per essere realizzata una discarica a piani stratificati e credo che questo sia già abbastanza. I liquami che fuoriescono dalla Ipgi inquinano il terreno e le acque del Bretta e del torrente Porchiano, due affluenti del Tronto. Quelle stesse acque confluiscono nel mare e vengono utilizzate ogni giorno per l’irrigazione dei campi. Siamo seriamente preoccupati per la salubrità delle piante, degli animali e dell’uomo».

L’Ipgi, dal canto suo, ha spiegato che la discarica è oggetto di interventi ordinari e straordinari e si è detta disposta a sistemare tutto, a patto che gli vengano fornite le risorse necessarie per poterlo fare. Dall’altro lato, c’è anche una questione ferma al Consiglio di Stato che potrebbe aprire un diverso scenario. Nel 2006, infatti, la Picenambiente aveva presentato un progetto per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi e non pericolosi, impegnandosi anche a bonificare l’intero sito. In pratica, l’area verrebbe definitivamente messa in sicurezza, in concomitanza, però, con la realizzazione di una nuova vasca da 360mila metri cubi. Questa possibilità solleva comunque dubbi e timori tra le associazioni e i comitati, preoccupati per la possibilità della formazione di un’ulteriore sito di discarica «in un’area già gravemente compromessa e che, come dimostrano le numerose frane e i cedimenti degli ultimi giorni, non sembra essere idonea all’abbancamento dei rifiuti».

La proposta avanzata da Picenambiente appare però ancora lontana, visto che la prossima udienza al Consiglio di Stato non è ancora stata fissata. Nel frattempo, la situazione della Valle del Bretta è quella che potete vedere nel video, girato in prossimità dell’area di discarica, a ridosso del torrente Porchiano, lo scorso 9 maggio.