Sergio Fabiani
Sergio Fabiani

Ascoli Piceno, 7 maggio 2019 - Il presidente della Provincia Sergio Fabiani e il vicesindaco di Montegallo Tiziano Pignoloni sono indagati per abuso d’ufficio dalla Procura della Repubblica di Ascoli. L’indagine è da ricondurre al ruolo che Fabiani esercita come sindaco di Montegallo. Ai due viene contestata l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio in relazione alla decisione di disattendere, durante il periodo del terremoto del 2016, il piano di protezione civile.

LEGGI ANCHE Fabiani si difende: "Il camping era l'unica soluzione"

Era stata infatti individuata un’area nel comune di Montegallo, in zona Balzo, che doveva essere utilizzata in caso di calamità naturale: quando avvenne il terremoto però non fu utilizzata, preferendo spostare tutti gli sfollati al camping, in zona Balzo: la struttura è però gestita dalla moglie del vice sindaco. Sempre questa gestione, da parte del vice sindaco e della moglie, ha fatto scattare un esposto che è poi sfociato nell’indagine su Pignoloni; l’incompatibilità del vice sindaco era stata per altro già denunciata dall’opposizione di Montegallo fin dal suo insediamento ma di fatto, anche alla luce dell’ultima lettera del ministero dell’Interno, non sembra affatto risolta. La notizia dell’indagine in corso è piombata come un fulmine a ciel sereno sul presidente della Provincia Fabiani, che ricopre diverse cariche: è infatti anche sindaco di Montegallo, vice presidente del Consind e presidente dell’Aato 5. Sentito telefonicamente, il presidente ha puntualizzato: «Non sono a conoscenza di nessuna indagine ed è gravissimo che io non sappia nulla».

Di sicuro c’è che la Procura di Ascoli ha richiesto una proroga del termine per le indagini preliminari per il reato ipotizzato dell’articolo 323 del codice penale, con la quale si chiedono ulteriore sei mesi per il compimento delle indagini sull’operato del primo cittadino e del vice sindaco. 

Una situazione politica quella del piccolo comune di Montegallo, distrutto dal terremoto del 2016, che nel tempo si è logorata. Nei mesi si è assistito ad uno scontro durissimo tra maggioranza e opposizone: quest’ultima non ha mollato mai, chiedendo più volte le dimissioni del vice sindaco e dell’intero consiglio comunale, richieste affiancate anche da diverse lettere al ministero degli Interni. Una situazione che per l’asprezza dei toni rischia di diventare esplosiva. L’augurio è che le indagini facciano finalmente chiarezza.