"Fondi, il Piceno è penalizzato. C’è una carenza cronica di risorse"

La Rsu dell'Azienda sanitaria di Ascoli denuncia un debito di 20 milioni di euro verso il personale per mancate erogazioni e carenza di risorse, attribuendo le criticità alla mancanza di finanziamenti e alla riforma sanitaria regionale. Sindacati evidenziano ore prestate in eccedenza e ferie non fruite, sottolineando la situazione critica della struttura

"Fondi, il Piceno è penalizzato. C’è una carenza cronica di risorse"

"Fondi, il Piceno è penalizzato. C’è una carenza cronica di risorse"

Si è riunita, nei giorni scorsi, la Rsu dell’Azienda sanitaria territoriale di Ascoli. Un incontro partecipato al quale ha preso parte la maggioranza delle sigle sindacali e dal quale ne è scaturita la firma di un documento unitario nel quale i rappresentanti dei lavoratori evidenziano le mancate erogazioni – secondo loro equivalenti a un debito pari a 20 milioni di euro – nei confronti degli operatori del comparto. Ma c’è una premessa da fare, riassunta nelle parole di Giorgio Cipollini della Cisl. "Le criticità dell’Ast di Ascoli – dice Cipollini – sono causate dai mancati finanziamenti pervenuti a questo territorio. Tutto ciò che riscontriamo, ovvero le lacune dal punto di vista organizzativo e sanitario con i crediti che il personale vanta, non dipendono da una cattiva gestione dei servizi, ma da una carenza cronica di risorse. Se quest’ultime non ci sono, si ripercuote tutto sulla bontà dei servizi. L’attuale riforma del sistema sanitario regionale, che costa di più rispetto al precedente, ha aggravato una situazione già fortemente critica. E l’Ast di Ascoli è la più penalizzata tra tutte le altre".

Nel documento unitario della Rsu, le organizzazioni sindacali parlano di "480.000 ore prestate in eccedenza, 20.000 giornate di ferie non fruite, 7 anni di mancato pagamento delle indennità relative ai tempi di vestizione, mancata erogazione della produttività 2022 e 2023" che "costituiscono un debito complessivo pari a 20 milioni di euro che l’Ast di Ascoli ha nei confronti del personale dipendente per una media pro-capite di 10.000 euro di credito per ciascun operatore". "Per quanto riguarda i tempi di vestizione – continua Cipollini – la direzione ci ha detto che entro febbraio ci farà una proposta per chiudere questa vicenda. Ma sappiamo già che siccome i soldi non ci sono, non sarà un’offerta appetibile".

E sulla questione relativa alla carenza di personale, il coordinatore della Rsu, Paolo Grassi, e il vice coordinatore Stefano Sudati, continuano dicendo: "L’Azienda sanitaria territoriale di Ascoli (e prima l’Area vasta 5 ndr), da anni eroga i servizi con una dotazione organica assolutamente inadeguata a causa delle penalizzazioni finanziarie inflitte a questo territorio dalla Regione Marche in contrasto con quanto specificatamente disposto dalla stessa legge regionale del 2017 che impone il riequilibrio delle risorse tra i vari territori, con conseguenti aggravi dei carichi di lavoro sul personale dipendente".

l. c.