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29 mar 2022

Ascoli, scoperta frode internazionale da 114 milioni

La guardia di finanza ha smascherato la frode messa in atto da un noto brand del settore calzaturiero marchigiano

29 mar 2022
peppe ercoli
Cronaca
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Guardia di finanza di Ascoli Piceno scopre frode internazionale
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Guardia di finanza di Ascoli Piceno scopre frode internazionale

Ascoli, 29 marzo 2022 - La Guardia di Finanza di Ascoli ha scoperto una frode fiscale internazionale, posta in essere da un noto brand del settore calzaturiero marchigiano, con l'obiettivo di diminuire il carico fiscale nazionale sfruttando le legislazioni estere più favorevoli. La meticolosa ricostruzione delle operazioni economico-commerciali intercorse tra le imprese coinvolte, ha permesso alle Fiamme Gialle di constatare un reddito imponibile non dichiarato per oltre 114 milioni di euro ed un'imposta evasa di oltre 29 milioni di euro; denunciati i due amministratori di fatto, per omessa presentazione delle dichiarazioni dal 2013 al 2018, che prevede da due a cinque anni di reclusione. 

“Vento dall’Est” è il nome dell’operazione scaturita da una verifica fiscale eseguita nei confronti di una azienda picena, che ha fatto emergere una complessa ragnatela di società, anche di diritto rumeno, di fatto amministrate e riconducibili ad un nucleo familiare residente in un comune del Fermano, che intrattenevano rapporti commerciali tra loro.

La società che si occupava del ciclo produttivo della calzatura, mediante l'interposizione di una fondazione non avente scopo di lucro, era stata simulatamente delocalizzata in Romania al solo fine di sfruttare illecitamente i vantaggi derivanti dal minor costo della mano d'opera e della minore tassazione applicata in quello Stato, in violazione delle vigenti norme nazionali e internazionali in materia fiscale. Attraverso dei veri e propri "schermi" giuridici, dall’Italia veniva gestita tutta la fabbricazione e la vendita delle calzature da parte della ditta straniera, motivo per cui i redditi conseguiti dovevano essere sottoposti ad imposta in Italia, stato di “direzione” e non, come è accaduto, in quello di “produzione”.

 

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