Ascoli Piceno, 56 maggio 2018 - Cas sì Cas no. La gestione post sisma del Piceno ha portato con sé l’amletica assegnazione del Contributo di Autonoma Sistemazione. Fin da subito i Comuni del cratere, hanno dovuto controllare chi sulla carta aveva diritto al sussidio. Un lavoro che continua e fa registrare situazioni disomogenee sia nell’azione degli enti che in quella dei cittadini non in regola: tra questi c’è chi aveva la residenza ma non la dimora abituale nella casa lesionata, o chi ha richiesto il Cas per una seconda casa, fino a chi continua a vivere nell’abitazione evacuata.

Partendo da Ascoli, ad oggi 970 richieste presentate per quasi 3000 cittadini beneficiari. Ben 101 (10,5 %) sono stati già sospesi per accertamenti che verranno eseguiti da una commissione ad hoc. Tra questi 20 casi di errore in buona fede, ma tutti andranno incontro alla revoca del Contributo e alla restituzione dell’importo fin qui ricevuto. Ma c’è anche chi ha restituito già tutto per evitare la denuncia ottenendo una dilazione accordata dall’Ente.

Tra i casi particolari quello di chi aveva appena comprato una casa, ci abitava ma era ancora senza gli allacci domestici. Un caso dubbio che dovrà essere esaminato con attenzione, visto che la ‘prova’ delle utenze è fondamentale per dimostrare la dimora continua e abituale. A Folignano su 83 nuclei familiari con il Cas (215 persone) 4 sono sotto indagine della Guardia di Finanza. Sospeso, invece, il contributo ad una famiglia alla quale il Tribunale di Ascoli ha respinto anche il ricorso contro il provvedimento dell’Ente.

Nessuna indagine in corso, ma 1 Cas sospeso su 73 a Offida per un soggetto su cui le verifiche hanno dimostrato l’assenza di domicilio, provvedendo egli stesso a restituire l’intera somma. Nessuna sospensione ma 10 casi sospetti sulle 115 domande totali di Cas (8,5 %) a Castel di Lama, dove il commissario Dinardo ha affidato l’esito del controllo alle forze dell’Ordine.

Come il Comune di Appignano che, dopo i controlli ex ante in sede di accettazione di richieste, ha mandato i vigili casa per casa. Risultato: nessun caso sospetto. Alle Fiamme Gialle si è rivolto anche Curti, primo cittadino di Force (250 persone con il Cas) dove non si segnalano sospetti. A Maltignano (56 nuclei con il Contributo) la strategia preventiva ha prodotto 4 casi di diniego alle richieste di Cas.

Nessun caso sospetto anche a Comunanza dove, però, all’inizio in 4, dopo aver presentato l’autocertificazione, hanno rinunciato in via spontanea. A Roccafluvione il Comune ha chiesto alle 95 famiglie titolari di Cas la documentazione sui consumi di acqua e luce nel periodo presisma: 4 i casi sotto la lente e in 2 hanno già detto di voler restituire la somma. 6, invece, le domande rigettate in sede di presentazione.

Interpretazione restrittiva a Cossignano (97 beneficiari) dove il sindaco De Angelis ha disposto i pagamenti solo dopo i controlli in sede di sopralluogo tecnico e ordinanza di sgombero. Tutto tranquillo a Colli con 11 famiglie titolari di Cas e nessuna indagine. Infine Venarotta: 160 residenti con il Cas e nessun sospetto. "Siamo stati scrupolosi fin da subito", dice il sindaco Salvi. Dieci le domande respinte e l’esempio di un ragazzo residente e con le bolette capaci di giustificare il contributo, ma che ha rifiutato per avere altrove la prima casa.