Il direttore dell’Area Vasta 5, Cesare Milani
Il direttore dell’Area Vasta 5, Cesare Milani
Vaccini: scatta un’indagine interna. La direzione dell’Area vasta 5 ha avviato un procedimento che gli consentirà di accertare che tutte le vaccinazioni anti Covid-19 siano state effettuate nel rispetto delle priorità di somministrazione. Solo in questo modo si potrà fare luce sul presunto utilizzo inappropriato delle dosi a beneficio di categorie che in questa fase non ne avrebbero ancora avuto diritto, denunciato dal presidente dell’Ordine dei medici, chirurghi e odontoiatri della provincia di Ascoli, Fiorella De Angelis. "Ho scritto – dice...

Vaccini: scatta un’indagine interna. La direzione dell’Area vasta 5 ha avviato un procedimento che gli consentirà di accertare che tutte le vaccinazioni anti Covid-19 siano state effettuate nel rispetto delle priorità di somministrazione. Solo in questo modo si potrà fare luce sul presunto utilizzo inappropriato delle dosi a beneficio di categorie che in questa fase non ne avrebbero ancora avuto diritto, denunciato dal presidente dell’Ordine dei medici, chirurghi e odontoiatri della provincia di Ascoli, Fiorella De Angelis. "Ho scritto – dice Cesare Milani – a tutti i responsabili delle vaccinazioni, e dunque al direttore del Dipartimento di prevenzione, ai due direttori di distretto e alla direzione sanitaria, per verificare se effettivamente siano state somministrate dosi a chi non gli spettava. Ho chiesto a tutti loro di sapere se quanto segnalato dalla De Angelis corrisponda a verità. Personalmente non ho mai saputo di situazioni anomale e sono molto tranquillo. Ma se uscirà fuori che è stato vaccinato qualcuno che non doveva esserlo, chi lo ha permesso se ne assumerà tutte le responsabilità e scatterà nei suoi confronti un provvedimento disciplinare. Di tutto ciò ne ho parlato stamattina (ieri mattina ndr) anche con l’assessore Saltamartini".

Il numero uno della sanità del Piceno è dunque molto tranquillo e fermo nel volere accertare eventuali responsabilità, se ci saranno, e parla solo di qualche caso in cui per non buttare una dose avanzata, quest’ultima sarebbe stata somministrata ad un operatore del Servizio sanitario a cui magari spettava qualche giorno dopo. Il metodo utilizzato dalle due farmacie degli ospedali dell’Area vasta 5 è infatti quello di allestire direttamente le siringhe su richiesta dei vaccinatori, ma può accadere che in fase di somministrazione non si presenti qualcuno tra chi quel giorno doveva sottoporsi al vaccino. A quel punto, per non gettare la siringa che una volta pronta può rimanere in frigorifero sei ore e fuori solo due ore, si effettua il vaccino a chi è disponibile a farselo a stretto giro. "Se avanza una dose perché una persona non si è presentata – continua Milani – viene somministrata ad un’altra, ma sempre del Servizio sanitario. Ripeto, sono sereno, anche perché è tutto tracciato. Sono state fatte più di 7.000 vaccinazioni e non potevo verificarne una per una, ma ho sempre detto ai miei collaboratori di seguire quelle che sono le direttive nazionali sulle priorità, ponendo al primo posto i dipendenti che sono a contatto con i pazienti Covid". Non rientra invece nelle responsabilità della direzione dell’Area vasta 5 l’utilizzo delle dosi consegnate, 1.800, alle cliniche private accreditate. "La Regione ci ha detto di consegnare loro i vaccini e poi hanno fatto da soli".

Lorenza Cappelli