Giulio Mestichelli aveva 28 anni
Giulio Mestichelli aveva 28 anni

San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), 3 agosto 2020 - Nel tragico incidente stradale accaduto nella mattina di ieri nei pressi di San Pietro della Lenca, lungo la strada che da Assergi conduce a Fonte Cerreto, in provincia de L’Aquila, ha trovato la morte Giulio Mestichelli, 28 anni di San Benedetto.

Il giovane è deceduto sul colpo e le cause sono in corso d’accertamento da parte del personale delle Volanti della questura de L’Aquila, poiché ci sono diversi aspetti che dovranno essere chiariti. L’incidente è accaduto nelle vicinanze della chiesetta del Santuario che fu realizzato in memoria del papa San Giovanni Paolo II, che amava frequentare quei luoghi. Oggi, all’ospedale dell’Aquila è in programma l’autopsia sulla salma dello sfortunato ragazzo che viaggiava in sella della sua moto.

Secondo la prima ricostruzione Giulio Mestichelli potrebbe non essere deceduto a seguito delle conseguenze della caduta, nonostante la sua moto abbia compiuto circa 13 metri di scarrocciamento ma, una volta a terra, potrebbe essere stato centrato dalla moto che proveniva dalla direzione opposta, il cui conducente, uscendo dalla curva con visuale coperta, se l’è trovato davanti senza riuscire ad evitare l’impatto. Il sinistro vede coinvolto anche il conducente di un fuori strada che, secondo le prime testimonianze, si sarebbe immesso sulla carreggiata da una strada laterale privata, ma non ha urtato il giovane motociclista che sarebbe caduto, appunto, per evitare l’impatto.

Il conducente del fuori strada ha raccontato di non essersi accorto dell’incidente, per cui aveva proseguito la sua marcia, ma è stato poi intercettato e da quel momento ha collaborato con le forze dell’ordine. La strada è stata chiusa al transito e la salma del ragazzo messa a disposizione dell’autorità giudiziaria che ha subito disposto l’esame autoptico. Gli accertamenti tossicologici sul conducente del fuori strada e del motociclista sono risultati negativi. Al momento nessuna responsabilità è stata mossa nei confronti dell’uomo che era al volante dell’auto che, a ogni modo, è stata posta sotto sequestro insieme alle due moto.

La vittima aveva lavorato per alcuni anni nel ristorante-pizzeria Papillon di Porto d’Ascoli, poi aveva fatto un’esperienza di circa due anni come piazzaiolo in Australia e poi era tornato alle dipendenza del Papillon. Ultimamente, però, lavorava nel deposito della ditta Sabelli presso il centro Agroalimentare di Porto d’Ascoli. Giulio ha lasciato nella disperazione i genitori, il fratello Maurizio, tanti amici e parenti. "Un ragazzo bravo e motivato – lo ricorda Peppe Talamonti – titolare del Papillon. Quando è venuto a lavorare da me per la prima volta non era ancora maggiorenne. Siamo subito venuti all’obitorio dell’ospedale de L’Aquila, ma non ci è stato possibile vederlo perché la salma è a disposizione della Magistratura".