E’ evidente: quello del Cediser oramai è diventato un vero e proprio caso. Dalle proteste della consigliera Falco per una gestione presuntamente sbagliata, alle repliche dell’assessore Carboni, alle controrepliche della stessa Falco fino ad un intervento diretto degli operatori del centro Arcobaleno, che difendono le attività svolte all’interno della struttura, non definibile come "parcheggio". "Il "nostro Centro" – dicono gli operatori - è sempre stato aperto al territorio allo scopo di sostenere l’integrazione degli ospiti, far conoscere le loro diverse abilità ai...

E’ evidente: quello del Cediser oramai è diventato un vero e proprio caso. Dalle proteste della consigliera Falco per una gestione presuntamente sbagliata, alle repliche dell’assessore Carboni, alle controrepliche della stessa Falco fino ad un intervento diretto degli operatori del centro Arcobaleno, che difendono le attività svolte all’interno della struttura, non definibile come "parcheggio". "Il "nostro Centro" – dicono gli operatori - è sempre stato aperto al territorio allo scopo di sostenere l’integrazione degli ospiti, far conoscere le loro diverse abilità ai cittadini di San Benedetto con la gioia e la soddisfazione di mostrare e dimostrare le nostre capacità artistiche, artigianali, creative".

"Abbiamo organizzato – continuano – mostre, eventi, gite, soggiorni, partecipato a gare sportive etc, sempre nel rispetto dei desideri dei ragazzi e delle normative vigenti. Ci siamo "evoluti", abbiamo strutturato una ciclicità nelle proposte laboratoriali allo scopo di offrire attraverso attività differenti, maggiore dinamicità al servizio e una più vasta gamma di esperienze ai suoi fruitori. Non comprendiamo le critiche infondate da parte di persone che non conoscono la grande bellezza della sinergia relazionale che quotidianamente si respira all’interno del servizio".

Ma la capogruppo del Misto non molla l’osso e attacca le nuove osservazioni nel metodo, più che nel merito.

"Ho preso atto del vespaio che le mie dichiarazioni hanno sollevato – dice la Falco – oltretutto pare che la risposta, non firmata da alcuno ma messa in bocca genericamente agli operatori, sia pervenuta alla stampa dal Comune, che quindi si è arrogato il diritto di parlare per conto dei dipendenti della cooperativa. Già solo questo fa emergere diverse perplessità, per la commistione di ruoli, competenze ed interessi. Sorge spontanea la domanda: questi operatori, pagati con i soldi pubblici, a chi fanno direttamente capo? Esiste un responsabile, un presidente in questa cooperativa, oppure tutti i dipendenti hanno facoltà di interloquire con la stampa?"

Tagli nei laboratori e nelle attività didattico-ricreative, eliminazione del servizio di trasporto: la consigliera comunale pochi giorni fa decideva di scagliarsi contro l’amministrazione comunale, accusandola di aver depauperato il centro Arcobaleno. "Continuerò a raccogliere le criticità di coloro, famiglie, utenti, e anche operatori, che ritengono la programmazione dei servizi, del trasporto e delle attività, non confacente all’interesse dei loro cari, è nel loro diritto e nessuno di loro può per questo essere accusato di dire falsità. E se la mia funzione di critica e stimolo – conclude – non sortisce effetti positivi a causa della presunzione di questa classe politica, auspico che la prossima amministrazione invece abbia molta cura della programmazione e della diversificazione degli interventi".

Giuseppe Di Marco