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26 mar 2022

I punti vaccinali ora sono in bilico Numeri bassi e operatori in scadenza

Siamo arrivati a circa 70100 somministrazioni giornaliere. Angelini: "Ma un posto deve rimanere"

Con la fine dello stato di emergenza, il 31 marzo, i punti vaccinali di popolazione continueranno a rimanere aperti? Nel Piceno attualmente ne sono operativi ancora due, uno ad Ascoli in zona Pennile di sotto e uno a San Benedetto, il cui lavoro è però sceso moltissimo, soprattutto nell’ultimo mese. Basti pensare, infatti, che sono passati da una media di 700 somministrazioni al giorno ciascuno, fino a 1.000 nel pieno della campagna vaccinale anti Sars-Cov-2, alle 70100 attuali complessive. I numeri, dunque, sono piuttosto bassi. Ma c’è anche un altro fattore da prendere in considerazione: il 31 marzo scadranno i contratti degli operatori, dai medici vaccinatori agli infermieri, che in questo momento stanno prestando servizio negli hub. La Regione, a cui da giovedì prossimo con la dismissione della struttura commissariale passerà la gestione della campagna vaccinale, non ha ancora comunicato alle Aree vaste come intende procedere. "Quello che deciderà la Regione – dice il direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Area vasta 5, Claudio Angelini – verrà trasmesso all’Asur. Negli hub ci sono dipendenti, che sono stati temporaneamente assunti dallo Stato, a cui il 31 marzo scade il contratto. Non sappiamo poi cosa succederà. Ritengo che l’organizzazione potrà cambiare sì in funzione dei numeri che abbiamo, ma un posto dove vaccinare le persone dovrà comunque esserci". Per quanto riguarda le vaccinazioni pediatriche dai 5 agli 11 anni, anche queste, nell’Area vasta 5, sono scese attestandosi sulle dieciquindici al giorno, e non si effettuano più nelle sedi dei Dipartimenti di prevenzione. "Con questi numeri non sono più coinvolti i pediatri di libera scelta. Dunque i bambini possono vaccinarsi, con gli slot di prenotazione sempre aperti, nei pvp (ad Ascoli la ‘Casa della gioventù’ ndr)". L’Area vasta 5 intanto sta immunizzando contro il Covid-19 i profughi ucraini che sono arrivati nel Piceno ed hanno ottenuto dalla Questura il permesso di soggiorno. Ma non sono molti coloro che stanno aderendo. "Molti sono no vax – conclude Angelini –. Si sottopongono al tampone per il permesso di soggiorno".

Lorenza Cappelli

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