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4 mag 2022

"Il business dell’accoglienza" A processo per diffamazione

Nel mirino l’ex assessore. Travanti, Anna Capriotti. si è costituita parte civile. La testimonianza di Castelli

Claudio Travanti
Claudio Travanti
Claudio Travanti

Con la testimonianza dell’assessore regionale Guido Castelli è ripreso ieri davanti al tribunale di Ascoli il processo a carico dell’ex assessore comunale Claudio Travanti accusato di aver diffamato la dottoressa Anna Capriotti (moglie di Castelli) che, assistita dall’avvocato Christian Schicchi, si è costituita parte civile chiedendo un risarcimento simbolico di 1 euro. Castelli ha riferito al tribunale il disagio causato da quanto Travanti avrebbe scritto sul conto di sua moglie. "I social sono ormai una sorta di villaggio globale quindi quello che viene scritto ha una risonanza incredibile. Questi post, come quelli scritti nei miei confronti e che hanno portato ad un altro processo, io li ho considerati un attacco politico" ha detto Castelli. Secondo l’impianto accusatorio, Travanti, difeso dall’avvocato Andrea Luzi, avrebbe diffamato Anna Capriotti nella veste di presidente dell’Unitalsi con frasi datate 21 luglio 2015 e 17 settembre dello stesso anno. Sul suo profilo Facebook Travanti avrebbe pubblicato due post nei quali "le addebitava il trarre vantaggio economico dalla gestione dell’accoglienza extracomunitari".

In particolare la frase incriminata è questa: "Il business dei centri di accoglienza. L’Unitalsi, presieduta dalla dottoressa Anna Capriotti moglie del barelliere sindaco Guido Castelli fa il pieno di accoglienza degli extracomunitari in città". Per la Procura, Travanti avrebbe poi riportato la "falsa notizia" secondo la quale "l’Unitalsi avrebbe gestito la Casa di Giobbe per l’accoglienza degli extracomunitari interrogandosi sul motivo per cui la citata struttura non venisse destinata ai cittadini ascolani privi di un’abitazione riferendo testualmente ’forse perché con gli ascolani in difficoltà sociale non si guadagna un euro mentre con il businnes degli extracomunitari sì’". "Tutto ciò fu molto imbarazzante e lesivo della dignità di mia moglie e mia. Per altro sia prima che dopo questi post Travanti ha manifestato attenzione sociale nei miei confronti tanto che ho dovuto presentare diverse querele" ha aggiunto Castelli. Una di queste denunce ha dato vita ad un processo terminato con la condanna di Travanti a 200 euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali, nonché al risarcimento del danno in favore della parte civile da liquidarsi in separata sede con provvisionale di euro 3.000 euro. Castelli aveva chiesto un risarcimento a Travanti di 150mila euro.

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