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8 giu 2022

Il patto tra Ascoli e Fermo: una doppia convenzione

Screening per il carcinoma del collo dell’utero e l’attività di gastroenterologia. Intanto il Mazzoni aspetta un nuovo mammografo: "Rinnoviamo i macchinari"

8 giu 2022

Due convenzioni tra l’Area vasta 5 di Ascoli e l’Area vasta 4 di Fermo per rendere più efficienti servizi importanti per la popolazione come lo screening per il carcinoma del collo dell’utero e l’attività di gastroenterologia. Il primo protocollo d’intesa è stato sottoscritto per lo svolgimento di attività di supporto diagnostico, mediante lettura e refertazione di pap-test, da parte del personale (biologi) del reparto di patologia clinica dell’ospedale ‘Murri’ di Fermo che analizzerà circa 30 pap-test al giorno provenienti dal Piceno per la durata di 6 mesi, eventualmente rinnovabile. L’attività di allestimento del pap-test resta invece a carico del laboratorio di citologia dell’anatomia patologica dell’Area vasta 5. La richiesta è partita da Ascoli ed è motivata dalla carenza di organico con cui è costretto a fare i conti il reparto, con conseguente rischio connesso al ritardo nei tempi di refertazione degli esami. Nell’Area vasta 5 sono attivi tutti e tre i programmi di screening stabiliti a livello nazionale: per il cancro della mammella, del collo dell’utero e del colon-retto. Per quanto riguarda il primo, il test utilizzato è la mammografia proposta con chiamata attiva ogni 2 anni alle donne di età compresa tra i 49 e i 69 anni, per il secondo è il pap-test, ogni tre anni, per tutte le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni, per il terzo la diagnosi si fa con il sangue occulto nelle feci, ogni due anni, nelle persone tra i 50 e i 70 anni.

"Per gli altri due screening, mammella e colon-retto – spiega il direttore del dipartimento dei servizi dell’Area vasta 5, Carlo Marinucci – non abbiamo problemi per la refertazione. Inoltre, per recuperare gli esami saltati durante la pandemia quando sono state ridotte le prestazioni, la Regione ha chiesto di attivare sedute aggiuntive, nei programmi di screening così come negli esami normali". E proprio per la diagnosi del tumore della mammella l’ospedale ‘Mazzoni’ potrà contare presto su di un nuovo mammografo. "Rinnoviamo il parco dei mammografi – continua Marinucci –, ne abbiamo già uno digitale, mentre il nuovo sarà in grado di effettuare esami con il mezzo di contrasto e il prelievo bioptico". Per quanto riguarda, invece, la seconda convenzione le direzioni delle due Aree vaste l’hanno siglata per riorganizzare l’attività di gastroenterologia. Il primo passo si è compiuto con l’arrivo al ‘Mazzoni’, dal primo aprile, dello specialista Filippo Antonini per l’endoscopia digestiva interventistica. Antonini svolge la propria attività al ‘Mazzoni’ tranne il mercoledì, giornata che dedica all’ecoendoscopia e alla colangio-pancreatografia endoscopica retrograda, esami per i quali si appoggia al ‘Murri’ di Fermo in quanto al nosocomio ascolano non ci sono ancora i macchinari per eseguirli.

Lorenza Cappelli

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