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28 mar 2022

"Il problema da affrontare è l’abbandono delle aree interne"

Il primo cittadino sui dati impietosi: "Ci sono anche 5mila ascolani residenti in riviera che vivono in città"

La provincia di Ascoli, dal 2019 al 2020, secondo i dati del Censimento permanente della popolazione, ha subito un calo di 850 residenti. Un trend, questo, che si è ripetuto anche successivamente, con una media di circa 900 abitanti in meno ogni anno. Se uno dei motivi principali di questo spopolamento è il deficit di ‘sostituzione naturale’ tra nati e morti, a giocare un ruolo importante contribuiscono anche altri fattori, tra cui i circa 5.000 ascolani che sembrerebbe abbiamo la residenza lungo la costa nonostante vivano abitualmente in città.

"Il calo dei residenti – dice il sindaco di Ascoli, Marco Fioravanti – è dipeso anche dal terremoto che ha amplificato lo spopolamento, così come dalla tendenza, nazionale, delle persone a spostarsi dalle aree interne verso i grandi centri urbani. E poi tanti giovani ascolani sono andati fuori per esprimersi a livello professionale. Questo della migrazione verso i grandi centri è un problema importante, e infatti, attraverso la nostra candidatura a Capitale italiana della cultura per il 2024 abbiamo voluto proporre un modello di sviluppo esportabile in altri territori per il rilancio delle aree interne e dell’Appennino centrale. Questa sicuramente è un’occasione persa per l’Italia, anche se il nostro progetto, che abbiamo costruito dal basso coinvolgendo tutti i cittadini e i comuni, comunque rimane attuale e quindi il Governo ha l’opportunità di riprenderlo per cercare di invertire questa tendenza. Spopolando l’Appennino centrale l’Italia perde la colonna vertebrale e la sua identità". Nella provincia di Ascoli i comuni che hanno subito il calo maggiore di residenti sono quelli che hanno vissuto più da vicino la potenza devastatrice del sisma del 2016.

"L’arquatano, l’acquasantano e Montegallo – continua Fioravanti – a causa del terremoto sono sicuramente i comuni del Piceno che hanno registrato la maggiore riduzione di abitanti. Ma anche il capoluogo ne ha risentito molto. Come Comune non abbiamo gli strumenti per frenare questo processo, anche se stiamo mettendo in campo di più di quello che possiamo: ad esempio l’abbattimento della Tari per le persone che portano la residenza ad Ascoli. Stiamo anche studiando altri incentivi, ma quelli maggiori sono il basso prezzo delle case e le opportunità di lavoro sui quali il Comune è inerme. E il Governo, che ha gli strumenti, sta molto fermo dinanzi a questi problemi. Speriamo che capisca che rilanciare le aree interne, significa rilanciare l’Italia".

l.c.

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