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5 giu 2022

In Riviera in 10 anni venti stabilimenti in più

Nel 2011 erano complessivamente 116 mentre alla fine del 2021 hanno raggiunto il numero di 136: i numeri della Camera di Commercio

5 giu 2022
Veduta di San Benedetto
Veduta di San Benedetto
Veduta di San Benedetto
Veduta di San Benedetto
Veduta di San Benedetto
Veduta di San Benedetto

Cresce il numero degli stabilimenti balneari lungo la costa della Riviera delle Palme. Nel 2011 erano complessivamente 116 mentre alla fine del 2021 hanno raggiunto il numero di 136. L’incremento di venti unità dimostra la vitalità di un settore che è tra i punti di forza dell’industria delle vacanze. L’analisi sulle imprese impegnate nelle attività di "gestione di stabilimenti balneari" è stata condotta da Unioncamere-InfoCamere sulla base dei dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio.

Tra i primi venti comuni italiani che hanno il numero maggiore di imprese balneari figura proprio San Benedetto che conta 90 aziende dedite alla gestione degli stabilimenti balneari e che operano su 13 chilometri di costa. Quindi dal rapporto tra numeto di aziende e lunghezza della costa la realtà sambenedettese fa registrare il 6,9%. Nella realtà sambenedettese il numero delle aziende che gestiscono gli stabilimenti balneari è superiore a località come Pescara, Forte dei Marmi, Senigallia, Alassio Bellaria – Igea Marina che seguono proprio San Bendetto nella classifica elaborata da Unioncamere. L’esercizio di questa particolare attività si realizza prevalentemente sotto forma di società di persone, un probabile riflesso della frequente conduzione familiare di questo tipo di attività. Di gran lunga inferiore il numero di società di capitale, imperse individuali e altre forme, principalmente costituite da cooperative.

In Italia al primo posto figura, come numero di imprese impegnate nella gestione degli stabilimenti balneari figura l’Emilia Romagna e subito a ridosso l’Olimpo della balneazione vede sul podio due destinazioni ‘storiche’ per gli amanti del mare italiano: la Toscana, con 914 attività distribuite lungo 397 km di costa (2,3 imprese ogni km) e la Liguria, con 807 imprese a presidiare 330 km di litorale (2,4 ogni km). Alla Toscana, con Camaiore (91 imprese lungo 3 soli km di costa) spetta anche il record di densità massima di attività balneari (31 imprese per km), a fronte di una media nazionale (misurata sui 770 Comuni che si affacciano sui nostri mari) fissa sul rapporto uno a uno tra imprese e chilometri di litorale. Dal 2011 la corsa a gestire la balneazione sulle coste dello Stivale (incluse quelle di laghi e fiumi) ha portato a un incremento complessivo pari a 1.443 unità in più. Le protagoniste della crescita nell’ultimo decennio sono le regioni del Sud, decisamente lanciate al recupero delle posizioni rispetto al Centro-Nord. A livello nazionale prendendo in esame le circa 1.700 società di capitale per cui sono disponibili i dati di bilancio, la foto restituita dal Registro delle imprese disegna l’identikit di un settore popolato per metà (il 68,4%) da realtà al di sotto dei 250mila euro di fatturato. Il 18,6% si colloca tra i 250 e 500mila euro, il 9,5% è nella fascia tra 500mila e 1 milione mentre un piccolo drappello (il 3,4%) totalizza a fine anno incassi superiori ai sei zeri. Infine, quanto alla governance, un’impresa balneare su 4 è guidata da donne (1.809 attività, il 25,2% del totale, un dato superiore alla media sul totale nazionale del 22,1%) mentre solo il 6% (427 realtà) risulta guidata da giovani under 35, una quota inferiore alla media nazionale dell’8,9%.

Vittorio Bellagamba

© Riproduzione riservata

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