Incubo classi pollaio, i docenti: "Assurdo"

I professori del Mazzocchi chiedono all’Ufficio scolastico regionale di rivedere le divisioni degli studenti

Incubo classi pollaio, i docenti: "Assurdo"

Incubo classi pollaio, i docenti: "Assurdo"

‘Classi pollaio’ al Mazzocchi, se l’Ufficio scolastico regionale non cambia idea. "Questo organo dispone ogni anno le cattedre e il numero di classi per ogni istituto della regione. Per il prossimo anno scolastico, all’istituto Mazzocchi, hanno deciso che ci saranno solo tre classi terze. Tre classi, composte da 29 alunni ciascuna. Nonostante questo comporti gravi conseguenze per insegnanti ma soprattutto per gli alunni, specie chi di loro ha la necessità di avere piani didattici personalizzati o aiuti particolari". Questo è il tema della richiesta, partita dai docenti dell’Istituto Mazzocchi di Ascoli, per procedere ad una revisione del numero di classi terze da formare e quindi del numero di alunni suddivisi per ogni classe. Per l’anno scolastico 2024/25 l’Ufficio Scolastico Regionale delle Marche ha disposto infatti di concedere all’istituto soltanto tre classi da 29 alunni ciascuna, ma "Con un numero tale di alunni queste si possono definire a pieno titolo "classi pollaio". Questa scelta ci appare totalmente insensata e incurante dell’interesse degli studenti per una serie di motivi - spiegano i docenti -. Innanzitutto, con un numero così elevato di alunni non ci può essere una didattica efficace e che si propone di personalizzare il più possibile le strategie di insegnamento in base alle necessità dei ragazzi. Poi, c’è la questione laboratori (spazi necessari per il tipo di didattica dei corsi dell’Istituto ndr.). Non hanno neanche la capienza sufficiente per accogliere una classe intera da 29 e nella nostra scuola le ore settimanali di laboratorio sono davvero tante". Tutto ciò penalizzerebbe i professori, già costretti ad utilizzare i microfoni per farsi sentire da tutti i presenti in aula, ma soprattutto andrebbe a discapito dei soggetti più fragili.

"In base a un decreto del 2009 il tetto massimo di alunni per classe se c’è un alunno con disabilità deve essere di 20", questo per garantire l’inclusività e la corretta fruizione del servizio scolastico da parte di tutti. Ma non si tratta solo di questioni didattiche, il problema c’è anche per la sicurezza: "Secondo una sentenza del Tar di Napoli del 2016 – scrivono sempre i docenti - nelle zone a rischio sismico con alunni con disabilità il numero massimo di studenti per classe dovrebbe essere di 17". E invece, la situazione attuale supera già la soglia messa dal Tar, e dal prossimo anno crescerà ancora, se non si agisce. "Nel nostro Istituto l’unica collocazione possibile per classi così numerose è in un open space formato da due aule con una parete divisoria abbattuta: praticamente gli alunni seduti nelle ultime file sono invisibili per i docenti perché si trovano lontanissimi; in queste condizioni effettuare la vigilanza sugli alunni diventa impossibile". Si tratta di un istituto in cui nel biennio i corsi sono comuni a tutti gli iscritti, per cui il problema maggiore si verifica quando, allo scoccare del terzo anno, gli alunni devono scegliere uno tra gli indirizzi, e si assiste a un vero e proprio ‘rimpasto’ delle classi. "In considerazione di tutte le motivazioni riportate chiediamo con urgenza che la decisione di formare solo tre classi terze venga rivista e che vengano quindi formate 4 classi a fronte di quasi 90 ragazzi che frequenteranno il terzo anno. La scuola è un punto di riferimento importante per i giovani, specialmente laddove serve maggior vicinanza e controllo. Ma se la situazione è questa, per noi insegnanti è impossibile fare il nostro lavoro". La richiesta è stata inoltrata e ricevuta, ora si rimane in attesa di una risposta ufficiale dall’Usr.

Ottavia Firmani