Indirizzi revocati all’Ipsia: "Sono presenti ad Ascoli"

La Regione spiega i motivi del dietrofront: "C’è un’oggettiva difficoltà a raggiungere il numero minimo di iscritti, attivarli creerebbe difficoltà" .

Indirizzi revocati all’Ipsia: "Sono presenti ad Ascoli"

Indirizzi revocati all’Ipsia: "Sono presenti ad Ascoli"

Li avevano chiesti sia la scuola sia la provincia e sia le imprese ed erano stati approvati anche dalla Regione Marche, ma ora i due nuovi indirizzi assegnati all’Istituto ‘Guastaferro’ sono stati revocati da Palazzo Raffaello e ieri mattina, in consiglio, la giunta regionale ha spiegato di averci ripensato per non frammentare l’offerta formativa del Piceno. ‘Meccanica, meccatronica ed energia’ e ‘Elettronica ed elettrotecnica’, infatti, sono già presenti all’Istituto ‘Fermi-Sacconi-Ceci’ di Ascoli, e quindi la riviera, per l’esecutivo regionale, non ne avrebbe bisogno. "La sovrabbondanza di indirizzi di studio può favorire fenomeni di frammentazione dell’offerta formativa - ha dichiarato l’assessora Chiara Biondi, in risposta ad Anna Casini - con indesiderati effetti negativi, come la concorrenzialità fra istituzioni scolastiche e l’oggettiva difficoltà di raggiungere il numero minimo di iscritti".

L’assessore ha specificato che sono stati valutati "gli attuali flussi scolastici afferenti al territorio provinciale di Ascoli, che vedono ad oggi la presenza, nel comune di Ascoli Piceno, di due prime classi per l’indirizzo ‘Meccanica, meccatronica ed energia’ e di una prima classe per ‘Elettronica ed elettrotecnica’, per il quale troviamo un numero di alunni appena sufficiente a formare una classe". Quindi sono stati esaminati anche "gli spostamenti degli studenti ad oggi iscritti, dove ritroviamo nell’indirizzo più popoloso, ‘Meccanica, meccatronica ed energia’ un numero limitato di cinque alunni provenienti da San Benedetto, e un numero invece consistente di alunni proveniente dai comuni limitrofi, definibili a metà strada". Ancora Biondi: "Tale frammentazione potrebbe inficiare la formazione di una nuova prima classe in uno o nell’altro istituto, creando un duplice danno alla mancata continuità dell’indirizzo dove è già presente, e una delusione delle aspettative laddove l’indirizzo neo-programmato non raggiungesse i numeri necessari per la formazione di una classe".

Immediata la replica: "I due corsi - ha detto Casini - sono stati richiesti anche da quindici imprese, che si sono dette disponibili a lavorare in sintonia con la scuola per preparare delle figure professionali che a loro interessano". Non solo. "Ho fatto un accesso agli atti - ha aggiunto Marta Ruggeri, membro della prima commissione - e negli allegati al parere richiesto all’Ufficio scolastico regionale si legge che la lontananza per gli studenti di San Benedetto delle scuole ascolane, è il motivo per cui fosse giusto che una scuola pubblica avesse questi indirizzi".

Giuseppe Di Marco