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12 giu 2022

Intanto le barche tornano in mare: "Martedì però tutti fermi in attesa dell’incontro a Roma"

Rientreranno al lavoro domani notte i pescatori sambenedettesi, aspettando col fiato sospeso che arrivino nuove misure per fronteggiare il caro gasolio

12 giu 2022

I pescatori ci riprovano. Dopo la falsa partenza dell’inizio settimana, bloccata dalle altre marinerie del sud della Penisola, in missione martedì sera nel porto di San Benedetto, i pescatori torneranno in mare dopo la mezzanotte di domenica. Questa volta lo faranno tutti insieme le marinerie dell’Adriatico, anche perché il Tirreno va in fermo pesca. "Nell’ultima riunione abbiamo trovato un accordo – afferma Giuseppe Pallesca, presidente della cooperativa pescatori Progresso di San Benedetto che ha fatto da punto di riferimento in questo periodo di tensioni fra marinerie –. Torniamo in mare nella giornata di lunedì (domani per chi legge, ndr), anche perché dobbiamo far fronte a delle scadenze e dobbiamo anche pagare i marittimi – aggiunge Pallesca –. Martedì fermeremo di nuovo tutti perché c’è una riunione a Roma dalla quale auspichiamo che si sblocchi qualcosa, poi torniamo in mare per la seconda giornata di pesca settimanale in modo scaglionato. Un esperimento che avevamo già fatto un paio di mesi fa e che, come rimedio per fronteggiare il caro gasolio, qualche risultato lo ha dato. Sulla base della nostra esperienza faranno anche tutte le altre marinerie. Proviamo a ripartire con un occhio a quello che vorrà fare il Governo. Su questo abbiamo raggiunto un accordo perché pare che qualcosa si stia muovendo".

Questo significa che ripartirà anche il mercato ittico all’ingrosso, ripartiranno anche i commercianti, che in questo periodo hanno lavorato a scartamento ridotto con i prodotti di allevamento o che arrivavano dall’estero. Significa anche che potrà tornare il pesce fresco dell’Adriatico sulle tavole degli italiani e su quelle dei ristoranti, considerata la richiesta dei turisti che affollano le località balneari. Significa anche che domani notte non ci sarà il rischio disordini nel porto come accaduto in altre circostanze quando si è dovuto ricorrere a un consistente schieramento di forze dell’ordine per tenere lontani i membri della marineria sambenedettese da quelli arrivati da Pescara, Termoli, Vasto e Manfredonia. Stando a quanto ha anticipato Giuseppe Pallesca tutti i pescherecci dell’Adriatico torneranno in mare insieme. Dopo tutto continuare lo sciopero solo per le marinerie di Puglia, Abruzzo e Marche non avrebbe avuto molto senso, quando nel Tirreno si è pescato, cosi pure in Sicilia, Sardegna e nel nord Adriatico, Chioggia compresa, con tutta la concorrenza del pesce che arriva abitualmente dalla Croazia, dalla Francia, dalla Grecia e così via. I pescatori vanno aiutati dal Governo, non con le elemosine, ma contenendo il costo del gasolio senza costringerli a fare scioperi.

Marcello Iezzi

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