Ascoli, 17 settembre 2019 - Nell'operazione ‘Last Banner’, eseguita dalla Digos della questura di Torino, che ha eseguito 12 misure cautelari nei confronti di juventini, per la maggior parte leader dei gruppi ultras, spunta anche una rivendita autorizzata di Grottammare ritenuta dagli investigatori tra le otto ‘conniventi’ nella fornitura di biglietti che poi venivano rivenduti a prezzi maggiorati dai bagarini prima dell’inizio delle partite.

Secondo le indagini condotte dalla polizia, le otto rivendite autorizzate alla distribuzione dei biglietti per le partite della Juventus, avrebbero accantonato stock di ticket. In questo modo, sempre secondo la polizia, i tifosi che volevano andare a vedere le partite dei bianconeri, non trovando biglietti a prezzo di mercato, erano costretti ad acquistarli a prezzo nettamente superiore dai bagarini che li vendevano fuori dello stadio e perfino all’interno dei pullman dei tifosi. Ci sono stati casi in cui un biglietto per la curva, di una partita di Champions League, era stato venduto a 1.800 euro.

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Gli investigatori della Digos ritengono d’aver accertato la capillare attività dei Drughi per recuperare a prezzo di costo centinaia di biglietti d’accesso allo stadio per le partire casalinghe della Juventus, avvalendosi di biglietterie compiacenti sparse sul territorio nazionale, distribuendoli tra le varie sezioni dei Drughi con rincari rispetto al prezzo di mercato ed in parte vendendoli ad altri tifosi, realizzando maggiori guadagni. «A noi non è stato comunicato nulla dalla polizia o altre forze dell’ordine – affermano i vertici della rivendita – ci siamo ritrovati in questo polverone a nostra insaputa. Figuriamo tra le 8 rivendite di biglietti per le gare della Juventus e non abbiamo ancora capito perché. Voi ci sapere dire qualcosa di più? Noi siamo all’oscuro di tutto. Se una persona viene e ci chiede i biglietti, con i nominativi di amici o parenti e queste persone non sono colpite dal Daspo, il sistema ce li fa stampare. Punto. Altro non sappiamo. Ci siamo attenuti alle disposizioni del contratto e nulla di più».

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La rivendita ha anche aggiunto di non avere rapporti particolari con lo Juventus club del territorio e pertanto di non aver venduto pacchetti di biglietti. Per la cronaca la polizia ha eseguito 12 misure cautelari di cui 6 in carcere, 4 ai domiciliari e 2 agli obblighi di dimora; altri 25 ultras juventini sono stati denunciati per violenza privata aggravata in concorso.