La Caritas: "Bene la proposta del medico di base per i senza dimora"

Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità una proposta di legge per l'iscrizione dei senza dimora all'Anagrafe sanitaria regionale, con possibilità di avere un medico di base. La legge prevede una dotazione finanziaria fino a 10mila euro per il 2024 e il 2025.

La Caritas: "Bene la proposta del medico di base per i senza dimora"

La Caritas: "Bene la proposta del medico di base per i senza dimora"

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una proposta di legge per l’iscrizione dei senza dimora all’Anagrafe sanitaria regionale, con possibilità di avere un medico di base. La proposta è stata presentata dal gruppo Pd, primo firmatario Antonio Mastrovincenzo. La legge avrà dotazione finanziaria fino a 10mila euro per il 2024 e il 2025; per gli anni successivi, la spesa sarà autorizzata con le leggi di Bilancio.

Ne abbiamo parlato con il dottor Carlo Di Biagio, ex ginecologo del Madonna del Soccorso ed ora responsabile dell’ambulatorio medico della Caritas Diocesana di San Benedetto. "La legge dovrà essere approvata dall’aula – spiega il dotto Di Biagio –. Tali soggetti potranno scegliere un loro medico di famiglia e avranno la possibilità di accedere alle prestazioni garantite dai Lea (livelli essenziali di assistenza). L’iscrizione all’anagrafe sanitaria avverrà a seguito di segnalazione dei servizi sociali comunali. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, sarà adottato un atto che stabilirà le modalità e le procedure che disciplineranno l’iscrizione. Purtroppo per l’attuazione della legge per il 2024 è stata stanziata la somma massima di 10000 euro, somma non rilevante. Servirà a favorire l’assistenza per circa 200 italiani senza fissa dimora in tutti le Marche. E’ un gran passo avanti, comunque, perché finalmente si da’ attuazione all’articolo 32 della nostra Costituzione in cui si afferma ’La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività’".

La Caritas da diversi anni ha istituito un Poliambulatorio che è stato chiamato Amico ossia "di vicinanza a queste persone che vivono senza residenza e in enorme difficoltà – aggiunge Di Biagio –. Oltre a prestazioni di base e specialistiche si consegnano i farmaci che molte volte non possono essere acquistati che pervengono alla Caritas da Fondazioni (Banco Farmaceutico) o donazioni varie o dal non uso di farmaci ricevuti in precedenza e non utilizzati. Avere un medico di famiglia è un aiuto notevole, un punto di riferimento certo per più giorni alla settimana. Sarà uno stimolo per attuare anche la medicina preventiva in maniera da non favorire certe malattie o curarle nella loro fase iniziale. Avere un medico di famiglia è anche una sicurezza. Ce ne rendiamo conto nel nostro piccolo alla Caritas con il nostro ambulatorio. Non arriviamo a tutto, ma siamo una presenza che vuole essere un aiuto, una mano in più per ritornare a vivere una vita normale". Marcello Iezzi