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19 lug 2022
19 lug 2022

La casa famiglia ‘Santa Gemma’ a pieno regime

19 lug 2022

Nella casa famiglia ‘Santa Gemma Galgani’ i conti tornano e l’attività è a pieno regime: la struttura del Paese Alto può tornare a respirare e a concentrarsi su progetti futuri di accoglienza, dedicati a minori, madri gestanti e famiglie affidatarie. Iniziative che sono state annunciate ieri nella sede di via Serafino Voltattorni dal presidente Fabrizio Buratti, dalla direttrice Francesca Pavan, dal presidente della Fondazione Carisap Mario Tassi e dal presidente della Cooperativa Ama Aquilone Francesco Cicchi. La struttura viene da un periodo di forte sofferenza. Nata nel 1940 grazie a don Francesco Vittore Massetti, la Casa sospendeva l’attività nel 2015, ma grazie all’interessamento del vescovo Carlo Bresciani, fu permesso l’ingresso di nuovi soci e il totale rinnovamento del Consiglio d’amministrazione. La Fondazione Carisap, tra il 2017 e il 2019, ha inoltre sostenuto il progetto di riapertura e ristrutturazione della Casa, costruendo una rete operativa e mettendo 500mila euro a disposizione del progetto di rilancio. Oggi, buona parte degli obiettivi sono stati raggiunti. "All’interno di questa casa è nata una storia di amore e di accoglienza, un rifugio per i bambini in difficoltà – dice Buratti - Ora abbiamo 25 ospiti: 19 minori e 6 madri, ma siamo solo a metà del progetto, che prevede la realizzazione di altre tre comunità. Speriamo che queste possano lasciare il porto e navigare bene come sta facendo la Casa Famiglia". Come spiega la direttrice Pavan, attualmente Casa ‘Santa Gemma’ mette a disposizione un modulo per minori e uno per mamme gestanti o con figli a carico, perlopiù vittime di violenza domestica. Le esigenze non potrebbero essere più variegate, considerando che la bambina più piccola ha un anno e il ragazzino più grande ne ha 17. Cosa manca adesso? Due ‘case di sgancio’, una per i nuclei mamma-bambino e una per gli adolescenti e infine una struttura destinata alle famiglie affidatarie. "All’inizio avevo forti perplessità – sostiene Francesco Cicchi - per via dei rapporti istituzionali da gestire. Ma questa apertura è nel nostro stile e dobbiamo dire che questi anni sono stati molto positivi". "Questa struttura, antichissima, era in difficoltà – conclude Mario Tassi - La Fondazione è riuscita a mettere insieme i diversi attori del pubblico e del privato e in questo modo ha potuto, attraverso un’ottima collaborazione di valenze, risollevarla".

Giuseppe Di Marco

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