Scendono i contagi, ma non la pressione sugli ospedali. Nel Piceno, ma anche a livello regionale. Nella provincia di Ascoli, esattamente un mese fa, complessivamente erano 1.117 le persone positive al Sars-Cov-2, ieri ne erano 995. Dunque, 122 in meno. Ora bisognerà vedere gli effetti della Pasqua, se ci saranno. Teoricamente non dovrebbero in quanto le misure di sicurezza sotto le festività sono state piuttosto rigide con il ‘rosso nazionale’, e dunque si spera in un non rialzo della curva dei contagi che ieri, comunque, ha segnato più 34....

Scendono i contagi, ma non la pressione sugli ospedali. Nel Piceno, ma anche a livello regionale. Nella provincia di Ascoli, esattamente un mese fa, complessivamente erano 1.117 le persone positive al Sars-Cov-2, ieri ne erano 995. Dunque, 122 in meno. Ora bisognerà vedere gli effetti della Pasqua, se ci saranno. Teoricamente non dovrebbero in quanto le misure di sicurezza sotto le festività sono state piuttosto rigide con il ‘rosso nazionale’, e dunque si spera in un non rialzo della curva dei contagi che ieri, comunque, ha segnato più 34. Sembrerebbe essere sotto controllo e stazionaria anche la situazione nel comune di Acquasanta dove, nei giorni scorsi, si è sviluppato un focolaio Covid, soprattutto in alcune frazioni. A ieri i positivi erano 33 come le 24 ore precedenti, con 39 persone in quarantena come il giorno prima. Proprio il sindaco Sante Stangoni ha comunicato ai suoi concittadini di età pari o superiore agli 80 anni che non hanno ancora ricevuto il vaccino che possono rivolgersi al proprio medico di medicina generale per la somministrazione in ambulatorio. Tornando ai ricoveri dei pazienti positivi negli ospedali piceni, la conferma di come non siano scesi arriva dal direttore del dipartimento dei servizi dell’Area vasta 5, Carlo Marinucci. "Prima di Pasqua – dice – la pressione nei nostri ospedali era un po’ diminuita con un numero di ricoveri inferiore a 100, ma poi sono nuovamente aumentati. Siamo anche arrivati a un picco di 116 persone positive nelle nostre strutture, e la media, ultimamente, è sempre sopra a 100. Anche perché prendiamo pure pazienti da altre Aree vaste, nelle Marche l’Asur distribuisce i malati Covid dove si può".

Ma Marinucci sottolinea anche come a rappresentare un problema non siano solo i posti letto Covid, sempre al limite della disponibilità rispetto alla richiesta, ma anche i posti letto di degenza ordinaria, soprattutto ora che le cliniche private (Stella Maris a San Benedetto) si sono attrezzate per ospitare pazienti positivi e dunque hanno meno spazio per accogliere quelli con patologie non riconducibili al Coronavirus. "Il problema grande, ora – spiega il primario –, è che non abbiamo lo sfogo per i pazienti cosiddetti puliti. All’ospedale di San Benedetto ci sono diversi reparti Covid e dunque non disponibili per il ricovero di persone con altre patologie. Un esempio su tutti la medicina. Ma la gente continua ad avere malattie come prima. Dirottiamo alla medicina del ‘Mazzoni’, ma è piena e gli altri reparti non sono sufficienti. Stiamo utilizzando la Murg pulita al terzo piano del nosocomio ascolano per ricoverare chi non trova posto in medicina, ma non basta. Dunque, da una parte i ricoveri Covid non scendono, dall’altra si hanno meno posti per i pazienti non Covid".

Lorenza Cappelli