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3 mar 2022

La guerra con gli occhi dei nostri nonni: "I tempi della paura con fascismo e nazismo"

Le dure lezioni le abbiamo già ricevute dalla storia. Il passato non deve tornare

Abbiamo incontrato i nonni, soli con i ricordi, angosciati per la guerra in Ucraina. Con occhi lucidi per la nostra presenza e passione, ci hanno consegnato il loro vissuto.

Nonno Gabriele ricorda: "In guerra mio fratello Attilio fu prigioniero 4 anni ad Auschwitz. A papà fu richiesta la tessera fascista, non volle e gli negarono il lavoro. Intanto Mussolini ordinava di depositare le fedi in grandi damigiane. Un tedesco ordinò ad Attilio di uccidere un uomo senza gli arti, persi in guerra. Rifiutò e l’uomo fu decapitato perché ‘inferiore’. Bombardavano e noi scappavamo nel rifugio,sotto il Monte della Croce. Le urla erano strazianti".

Nonno Alberto: "I tedeschi facevano paura, ma i più ‘umani’ ci avvisavano dei bombardamenti. In fuga, distrussero strade e ponti tra Marche e Abruzzo, ma eravamo liberi!".

Pompeano, nonno Teo: "Mio padre, partigiano, aveva otto figli per i quali mamma ottenne il premio da Mussolini. I partigiani venivano a casa a bruciare i vestiti ed indossarne di nuovi per evitare il rintracciamento. Mio padre fu ferito e curato con l’urina dei bambini, disinfettante puro. A scuola la maestra fascista non insegnava nulla e ci toglieva il pane dalla bocca. Solo grazie al prete arrivammo in quinta elementare. Nessuno della mia famiglia fu catturato dai tedeschi e nessuno è mai stato fascista". Le dure lezioni della guerra le abbiamo già ricevute dalla storia! Il passato non deve tornare. La guerra ignora l’umanità.

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