La minaccia della crisi climatica. Mal d’inchiostro, castagne a rischio

Il mal dell'inchiostro è una malattia dannosa per il castagno. Il convegno organizzato dalla Cia ha evidenziato la necessità di ricerca per tutelare la coltivazione del castagno, minacciata dai cambiamenti climatici. Il progetto Inkas mira a monitorare, controllare e tutelare le piante resistenti.

Il mal dell’inchiostro è considerata come una delle malattie più dannose per il castagno. Attacca l’apparato radicale e quindi pian piano le piante si indeboliscono: la morte nel giro di qualche stagione. Il mal d’inchiostro è stato rilevato principalmente nei castagneti che sono coltivati nei comuni di Acquasanta, Arquata, Montegallo, Raccafluvione e Montemonaco ovvero nel cuore dell’entroterra ascolano dove si produce il 96% delle castagne di tutta la regione Marche. Un altro grave danno del cambiamento climatico, che ha portato in alcune aree ad una flessione addirittura del 90% rispetto agli anni precedenti numerosi castanicoltori hanno preso parte a Palazzo dei Capitani ad un convegno organizzato dalla Cia – Agricoltori.

Dai lavori del convegno, è infatti emersa da parte dei castanicoltori la consapevolezza del ruolo che potrà svolgere la ricerca che il sistema universitario sta portando avanti nell’ambito del progetto Inkas. A tal proposito il docente della Politecnica delle Marche Sergio Murolo ha detto: "L’obiettivo del progetto Inkas è quello di salvaguardare il patrimonio castanicolo dall’attacco del mal dell’inchiostro. Le azioni previste sono monitoraggio, controlli e la tutela dei castagni autoctoni selvatici resistenti eo tolleranti alla malattia". Carlo Urbinati Università Politecnica delle Marche ha illustrato la storia del castagno nel Piceno: "La crisi climatica prevede che nel 2050 l’area del castagno si ridimensionerà a causa della siccità. Nel Piceno è inoltre importante tutelare i patriarchi del castagno ovvero le piante ultracentenarie, importanti custodi di informazioni". Giorgio Maresi ricercatore Fem di San Michele all’Adige ha aggiunto: "Il presente e il futuro del castagneto sarà sempre di più caratterizzato dalla lotta biologica. La malattia dell’inchiostro è fortemente legata al terreno che soffre dei cambiamenti climatici. Il cambiamento climatico favorisce le malattie. Sicuramente abbiamo bisogno di sperimentazione e ricerca per difendere una coltivazione che l’uomo fa da oltre mille anni. È importante fare rete tra ricercatori universitari, tecnici e castanicoltori".