La polemica sull’aborto. Discussione in Regione, l’Aied Ascoli in piazza:: "Servizio in sofferenza"

Martedì la risposta della giunta Acquaroli alle interrogazioni sulla piena applicazione della 194, la presidente Tiziana Antonucci: "Obiezione di coscienza e mancanza di personale nelle strutture".

La polemica sull’aborto. Discussione in Regione, l’Aied Ascoli in piazza:: "Servizio in sofferenza"

La polemica sull’aborto. Discussione in Regione, l’Aied Ascoli in piazza:: "Servizio in sofferenza"

"La Regione è inadempiente, noi non ci stiamo, e scendiamo in piazza". Il motivo? "Aborto farmacologico disponibile solo in poche strutture e solo fino a 7 settimane di gestazione invece che fino a 9 come nel resto d’Italia, obiezione di coscienza, rete consultoriale in sofferenza per mancanza di personale e strumenti, presenza di associazioni antiabortiste nei consultori". Questo è infatti il resoconto che l’Aied Ascoli fa della Regione Marche in relazione all’interruzione volontaria di gravidanza.

Palazzo Raffaello non ha ancora recepito le linee di indirizzo ministeriali del 2020, indirizzate a tutti gli assessori regionali alla sanità, la delibera per attuare il provvedimento è stata ritirata "per sopravvenuta necessità di approfondimenti istruttori".

La linea politica del consiglio è quella della maggioranza di governo, con l’entrata nei consultori delle associazioni pro life per garantire "la tutela della vita nella sua interezza, la genitorialità nella sua unicità, la gravidanza nella sua miracolosa essenza", come chiarisce la segretaria regionale della lega Giorgia Latini in un post su Facebook. Si discuterà domani quindi l’interrogazione presentata per capire cosa ha impedito alla regione di applicare le norme previste dalle linee guida ministeriali.

"È una regione inadempiente sul diritto all’aborto legale, sicuro e gratuito – attacca intanto Tiziana Antonucci, presidente Aied Ascoli –, e per questo annunciamo che martedì, giorno in cui il Consiglio regionale ha calendarizzato all’ordine del giorno la discussione su questi temi, saremo presenti insieme all’Associazione dei ginecologi territoriali, l’associazione ginecologi non obiettori e Pro-choice rete italiana contraccezione aborto e la rete femminista marche ‘Molto+di194’. Oltre che dentro al consiglio, alcune rappresentanti e volontarie delle associazioni partecipanti saranno in piazza Cavour, ad Ancona, dalle 10. Ci sarà un presidio nel piazzale per informare la popolazione della situazione. In quell’occasione, dentro al palazzo del consiglio, si discuterà dell’interrogazione numero 1185, presentata il 18 aprile, che chiama in causa la Giunta regionale e l’assessorato. Nel testo dell’interrogazione, a prima firma della consigliera Pd Manuela Bora, si sottolinea che "la quota di IVG (interruzione volontaria di gravidanza ndr.) farmacologica nelle Marche è 20,7%, meno della metà della media nazionale (47,3%), con forte variabilità tra punti Ivg".

"L’accesso all’Ivg nelle Marche – dichiara Marte Manca, attivista di Pro choice – non è complicato solo dalla indisponibilità del metodo farmacologico oltre la 7 settimana, ma anche dai livelli di obiezione di coscienza nei consultori e negli ospedali, come mostrano i dati che abbiamo ottenuto dalla Azienda sanitaria regionale con accesso agli atti". L’8 marzo del 2022 è stata inoltre inviata una diffida da parte di più di 20 associazioni ed entità per chiedere l’applicazione delle linee di indirizzo del 2020 a tutti gli ospedali delle Marche. Ma, "senza che questa abbia prodotto alcun riscontro – come fa notare la Rete femminista Marche Molto+di194 –. La Regione, nonostante la massiccia letteratura scientifica internazionale e le linee di indirizzo ministeriali, in campo di Ivg farmacologica è ancora in fase di sperimentazione, dal 2016. Nel 2024, dopo 8 anni, siamo ancora qui ad aspettare: perché l’Ivg farmacologica in day hospital con un solo accesso e o in consultorio non avviene in tutte le Marche?".

Ottavia Firmani