La sveglia del prefetto. Venti giorni per il dissesto

Palazzo San Filippo ha tempo fino al 10 luglio per evitare un commissario. Si valutano ricorsi, bocciata l’idea delle dimissioni di massa. .

La sveglia del prefetto. Venti giorni per il dissesto

La sveglia del prefetto. Venti giorni per il dissesto

Sono momenti di grande fermento quelli che sta vivendo l’amministrazione provinciale in questi giorni. È di ieri l’arrivo di una lettera da parte della prefettura di Ascoli che concede a Palazzo San Filippo 20 giorni per deliberare lo stato di dissesto dell’ente, dopodiché, nel caso in cui ciò non avvenisse, verrebbe nominato un commissario per adempiere al medesimo compito. Insomma, c’è tempo fino al 10 luglio per decidere cosa fare. L’alternativa ci sarebbe: in provincia, infatti, si sta valutando di fare ricorso alla delibera della Corte dei Conti risalente ad aprile, con la quale è stata attivata una procedura prevista dall’articolo 243 quater del Testo unico degli enti locali. L’interpretazione iniziale fu di ‘dissesto guidato’, ma ora invece si parla solo di dissesto, e quindi l’idea è di rientrare nel merito della questione, impugnando la delibera della magistratura contabile per dimostrare la bontà dell’operato di quest’ultima amministrazione. Come sottolineato dalla stessa Corte dei Conti, infatti, i problemi di Palazzo San Filippo sono iniziati molto prima che Sergio Loggi si insediasse. Il punto, però, è che per fare un ricorso del genere sarebbe necessario investire una somma non indifferente: una mossa difficile, visto che la magagna in oggetto riguarda proprio i conti dell’ente. Bocciata subito, invece, l’alternativa delle dimissioni di massa: l’amministrazione provinciale, nonostante le spaccature andate in scena nelle ultime settimane, ha deciso di rimanere in sella e prendere le decisioni del caso. Decisioni che non sono state definite, perché un indirizzo preciso ancora non c’è. La scelta, comunque, dovrebbe essere ufficializzata ad inizio settimana. Oggi peraltro si riunirà il consiglio, ma la seduta verterà sul rendiconto di bilancio. Il tutto fa seguito all’assise del 29 maggio, con cui l’amministrazione ha approvato la delibera per l’applicazione delle misure correttive necessarie al risanamento dell’ente. Nel corposo documento si evidenzia come la strutturale rigidità di cassa risulti superata nell’esercizio 2023. In particolare, i dati esposti nel preconsuntivo, danno conto del progressivo incremento del risultato contabile di amministrazione, passato da -6.835.031,59 euro (2019) a 7.202.948,94 euro (2023), confermando il trend positivo già registrato al termine dell’esercizio 2022. Si rileva inoltre come la situazione di cassa sia migliorata nell’ultimo triennio con riscossioni superiori ai pagamenti. La questione, comunque, è arrivata ad un momento a dir poco cruciale.

Giuseppe Di Marco