di Andrea Recchioni Appena stabilito il comando della guarnigione a Fermo, piazza militare principale quale capoluogo del Tronto, il colonnello austriaco De Lohr tra maggio e giugno del 1815 emise numerose ordinanze, attinenti soprattutto all’ordine pubblico e all’organizzazione delle truppe sul territorio. Con la prima di esse, datata 21 maggio e stampata dalla tipografia Bolis con l’intestazione “Governo Provvisorio di S.M. L’Imperatore e Re FRANCESCO I.°...

di Andrea Recchioni

Appena stabilito il comando della guarnigione a Fermo, piazza militare principale quale capoluogo del Tronto, il colonnello austriaco De Lohr tra maggio e giugno del 1815 emise numerose ordinanze, attinenti soprattutto all’ordine pubblico e all’organizzazione delle truppe sul territorio. Con la prima di esse, datata 21 maggio e stampata dalla tipografia Bolis con l’intestazione “Governo Provvisorio di S.M. L’Imperatore e Re FRANCESCO I.° D’AUSTRIA”, l’ufficiale comunicò che nel Tronto era possibile portare solamente la coccarda austriaca (color nero-oro, ndr) e nessun altro segno distintivo esteriore. La coccarda poteva peraltro essere indossata solo dai militari, dagli impiegati civili e dalla Guardia Nazionale in attività di servizio. I contravventori sarebbero stati soggetti all’arresto immediato. L’esecuzione della perentoria disposizione venne affidata al commissario di polizia della città, che era Michele Ruggeri, che proprio pochi giorni prima era stato protagonista di una brillante operazione investigativo-militare in collaborazione con il suo comando. Nel secondo foglio a stampa con data 6 giugno, realizzato sempre da Bolis, il colonnello De Lohr rese noto il prospetto delle razioni giornaliere dei viveri, spettanti ad ogni soldato, conteggiate secondo il peso locale. In effetti nel precedente Regno d’Italia, col decreto n.193 del 2861808, era stata estesa al Tronto la legge sulle misure e sui pesi del 27101803 e nel 1809 erano state pubblicate le tavole di ragguaglio fra nuove e antiche misure, ma il sistema metrico-decimale non veniva ancora utilizzato comunemente e perciò fu preferito il conteggio vecchia maniera. La libbra di Fermo, divisa in 12 once, corrispondeva a 320,978 grammi e un’oncia a 26,74 grammi. Queste dunque le quantità per ogni genere dovute a ciascun militare: 2 libbre e 6 once di pane, poco più di 8 etti; 9 once di carne, quasi 2 etti e mezzo; 4 once di minestra, cioè 106,96 grammi; 1 oncia di sale, pari a ¼ d’etto; 24 once ossia fogliette due di vino, circa 650 ml (1 foglietta = 0,3240825 litri); 5 libbre di legna, pari a kg 1,6. Per il cavallo al seguito inoltre: 22 libbre e 6 once di fieno, cioè oltre 7 kg, e 17 libbre e 6 once di biada, cioè 5,6 kg. I due documenti, registrati con i nn. I182368 e I182371 nella “Raccolta manifesti”, sono conservati all’Archivio di Stato.