Durante il suo mandato vescovile, perché “il divin culto non venisse trascurato” il card. Felice Peretti, il futuro Sisto V, volle garantire solennità alle funzioni della cattedrale di Fermo sia stipendiando un organista sia istituendo una Cappella musicale da condursi da parte del capitolo. Per stipendiare entrambi dotando la Cappella di entrate autonome, fu importante l’azione del suo vicario generale, il monterubbianese Paolo...

Durante il suo mandato vescovile, perché “il divin culto non venisse trascurato” il card. Felice Peretti, il futuro Sisto V, volle garantire solennità alle funzioni della cattedrale di Fermo sia stipendiando un organista sia istituendo una Cappella musicale da condursi da parte del capitolo. Per stipendiare entrambi dotando la Cappella di entrate autonome, fu importante l’azione del suo vicario generale, il monterubbianese Paolo Pagani. Recatosi nell’agosto 1573 in visita apostolica nell’area dei Sibillini, mons. Giovan Battista Maremonti, vescovo di Utica, aveva già lamentato come il canonico fermano don Costanzo Sideri fosse da anni all’estero pur continuando a godere delle rendite del beneficio della chiesa di Santa Maria dell’Ambro.

Il visitatore ordinò il sequestro di tali rendite, destinandole alla costruzione della nuova chiesa. L’anno successivo, incaricato dal vescovo Peretti di una nuova visita pastorale, mons. Pagani suggerì invece di destinare le rendite godute del canonico Sideri “assente ed apostata dalla Chiesa”, alla mensa capitolare perché le utilizzasse per il mantenimento della cappella musicale. Fece anche di più: dispose di controllare tutti i benefici semplici (cioè senza cura di anime) goduti dal Sideri perché venissero incamerati dal capitolo.

L’elenco si dimostrò più lungo di quanto si pensasse, e riguardò i benefici delle chiese di Santa Maria dell’Ambro (il santuario ancora non esisteva), di San Cipriano a Smerillo, di Sant’Egidio a Monterubbiano, e gli altari di San Giacomo in Santa Maria delle Vergini di Fermo, di San Giacomo in Santa Maria di Marano (oggi Cupra Marittima), di Sant’Andrea e di San Tommaso in San Donato di Montegranaro, di Santa Maria in San Giorgio al Porto di Fermo (oggi Porto San Giorgio). Il 28 ottobre 1574 il card. Peretti con bolla “In prima visitazione” stabilì l’incameramento di tutti i benefici segnalati, destinandone “in perpetuo” le rendite al mantenimento della istituenda Cappella musicale, la cui gestione veniva affidata al capitolo della cattedrale. Questo garantì a lungo prosperità per la Cappella musicale fermana. Nella foto l’antica chiesa di Santa Maria dell’Ambro

Giovanni Martinelli