L’infermiere Leopoldo Wick, 58 anni, in tribunale a Macerata (Foto Calavita)
L’infermiere Leopoldo Wick, 58 anni, in tribunale a Macerata (Foto Calavita)

Offida (Ascoli Piceno), 2 dicembre 2021 - A quasi un anno e mezzo dall’arresto avvenuto il 15 giugno 2020, Leopoldo Wick, 58 anni, ha ottenuto gli arresti domiciliari. Lo ha disposto ieri mattina il Collegio giudicante nel processo che vede l’infermiere ascolano imputato per le morti sospette alla Residenza sanitaria di Offida. Per l’esecuzione del provvedimento tecnicamente ci sono cinque giorni di tempo, ma è presumibile che nella giornata di oggi Wick uscirà dal carcere di Marino del Tronto per fare ritorno nella sua abitazione a Grottammare.

La Corte d’Assise ha sposato la tesi dei difensori di Wick, gli avvocati Pietropaolo, Voltattorni e Filipponi che avevano depositato istanza di scarcerazione sostenendo con forza che a distanza di quasi due anni dai fatti contestati e dopo un anno e mezzo di detenzione non vi erano più i presupposti per la detenzione cautelare in carcere, vale a dire il pericolo di fuga, di reiterazione del reato o di inquinamento delle prove. Anche per la Corte d’Assise la detenzione domiciliare è al momento più che sufficiente in attesa dell’esito del processo.
 

I legali nell’istanza di scarcerazione non hanno fatto menzione sulle condizioni di salute di Wick, nonostante non siano ottimali. Alla concessione dei domiciliari hanno espresso parere negativo sia la Procura, sia le parti civili. L’udienza di ieri a Macerata è stata caratterizzata dall’audizione di una dozzina di operatori sanitari e infermieri in servizio presso la Rsa di Offida all’epoca dei fatti, tutti citati dall’accusa. Ma soprattutto hanno giurato i periti ai quali la Corte d’Assise ha affidato il compito di stabilire la causa della morte degli anziani e se i decessi sono sati causati dall’indebita somministrazione di farmaci; altro punto sarà poi dimostrare che sia stato effettivamente Wick ha far assumere questi medicinali agli anziani ospiti della struttura sanitaria di Offida.
 

E’ ormai chiaro che i risultati di questo accertamento peritale avrà un peso sostanzialmente decisivo sull’esito del processo in corso contro Wick che ha sempre professato la sua innocenza rispetto alle gravissime accuse che il procuratore Monti muove contro di lui. L’infermiere ascolano deve rispondere di omicidio premeditato e tentato omicidio premeditato; la Corte d’Assise gli chiede conto di 8 omicidi volontari premeditati e 4 tentati omicidi premeditati in danno di anziani ospiti della struttura; fatti avvenuti tra gennaio 2017 e febbraio 2019. All’uomo sono contestate le aggravanti dell’aver commesso i fatti con mezzi insidiosi, vale a dire ripetute somministrazioni indebite di insulina e psicofarmaci come promazina, quetiapina, zolpidem, risperidone, leovosulpiride, benzodiopirene.