Lesioni e minacce alla moglie malata. Ascolano condannato a 18 mesi

L’accusa aveva chiesto una pena di tre anni di carcere per il 46enne

Lesioni e minacce alla moglie malata. Ascolano condannato a 18 mesi

Lesioni e minacce alla moglie malata. Ascolano condannato a 18 mesi

Il giudice del tribunale di Ascoli Alessandra Panichi ha condannato a un anno e mezzo di reclusione un 46enne ascolano accusato di lesioni personali, minaccia, violenza privata, violazione di domicilio, reati che ha commesso nei confronti della sua ex moglie. All’uomo era contestata anche l’aggravante dovuta ai problemi di salute della donna. L’accusa aveva chiesto tre anni di carcere. L’uomo, difeso dagli avvocati Umberto Gramenzi e Silvia Morganti, è finito nei guai per fatti collocati tra aprile e luglio 2017. La premessa è che a maggio 2016 il tribunale di Ascoli aveva disposto nei confronti del 46enne la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno; misura poi ribadita a luglio 20117. L’ex moglie diede il consenso affinché l’uomo soggiornasse nella sua abitazione ad Ascoli, ma le cose non andarono bene, tanto che al culmine dell’esasperazione la donna il 24 aprile 2017 gli chiese di andarsene. Lo fece in maniera esplicita, intimandogli di farlo al più presto, tanto più che era già da qualche tempo che gli aveva detto di andare via dalla sua abitazione. Ma l’uomo non voleva sentirne e all’ennesima richiesta rispose mettendole le mani al collo e minacciandola gravemente: "è ora che ti ammazzo, altrimenti non mi libero di te".

Una frase accompagnata, purtroppo, anche da uno schiaffo al volto che ha provocato alla donna un sanguinamento da un labbro (la sventurata venne medicata e i sanitari emisero una prognosi di 23 giorni). Dopo l’aggressione la donna tirò fuori il telefonino con l’intento di chiedere l’intervento delle forze dell’ordine, ma lui glielo ha strappato, impedendole di farlo, le ha impedito di uscire dalla stanza da letto spintonandola con forza, posizionandosi davanti alla porta e dicendole "tu non vai da nessuna parte, rimani qui!". Una situazione che si è trascinata da aprile a luglio 2017 con la donna che più volte ha chiesto al suo ex di andarsene e trovarsi un’altra sistemazione, ma lui non si è mosso. Anzi ha reagito con violenza procurandole lesioni importanti alle mani che hanno richiesto lunghe cure., tanto da far emettere ai medici una prognosi di 23 giorni per "incapacità di attendere alle normali occupazioni". Stanca di tutto ciò alla fine la donna ha denunciato l’ex marito che è finito sotto processo e condannato.