San Benedetto, 21 dicembre 2018 - «Una richiesta di archiviazione che ci lascia basiti. Si basa su una consulenza medico legale dove non hanno nemmeno ‘sbendato’ la testa di Luca per visionare le lesioni. Il filmato che documenta ciò è imbarazzante». Basta questo post di Massimiliano, fratello di Gianluca Fanesi, a raccontare l’amarezza con la quale hanno appreso della richiesta di archiviazione dei pm Giovanni Parolin e Barbara De Munari al Gip.

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Richiesta che arriva a più di un anno di indagini condotte dalla Digos per conto della Procura di Vicenza che aveva aperto un fascicolo per rissa e lesioni contro ignoti. Secondo i pm le indagini non hanno consentito di ricostruire con esattezza la causa delle lesioni riportate da Gianluca Fanesi, né di identificare gli operatori della polizia venuti in contatto con lui in quella occasione.

Luca Fanesi era rimasto ferito il 5 novembre 2017 dopo la gara Vicenza- Samb, trovato riverso a terra a poche centinaia di metri dallo stadio Menti, dopo presunti scontri fra tifoserie. Mesi di coma farmacologico, tre interventi chirurgici per le fratture al cranio, venne dimesso dal San Bortolo di Vicenza solo a maggio con una invalidità del 100%. In quei mesi venne effettuata una consulenza medico legale, senza per altro informare la famiglia ed è a questi esami che si riferisce Massimiliano.

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Tra le motivazioni che hanno condotto i pm a chiedere l’archiviazione proprio la consulenza medica svolta da Paolo Fois e Chiara Giraudo che identifica «quale dinamica più probabile di produzione delle lesioni una contusione cranio-encefalica prodotta dall’urto del capo contro il suolo (marciapiede) avvenuto in relazione ad una caduta accidentale».

«Incredibile – commenta l’avvocato Fabio Anselmo che ha già presentato opposizione –, se uno cade può battere la faccia a terra ma non provocarsi lesioni in tutte le parti della testa ed è quanto riporta Gianluca Fanesi». La perizia di parte, condotta da Claudio Cacaci e Mariano Cingolani, dice, invece, che le ferite riportate da Luca non sono compatibili con un impatto da caduta ma provocate da terzi. «Si sono limitati a guardare Luca ma non a visitarlo».

Indagini, dunque, lacunose, secondo il legale che ha chiesto nell’opposizione di sentire altri testi. Non tutti i sanitari, ad esempio, sono stati ascoltati come il medico del 118. Secondo i pm non vi è traccia di quanto riferito nei primi soccorsi. «Un agente lo conferma», dice l’avvocato. E’ lungo l’elenco di persone che si chiede vengano ascoltate. Anselmo chiede anche accertamenti sui manganelli che potrebbero avere tracce di sangue. L’opposizione all’archiviazione sarà anche integrata con nuovi elementi prima dell’udienza fissata al 26 aprile.