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28 giu 2017

Ascoli, maturità 2017. Mamma prof aiuta il figlio, le risposte via Whatsapp

Scoperti i messaggi durante la seconda prova. Studente bocciato

AGGIORNAMENTO: contro la bocciatura, possibile ricorso al Tar

28 giu 2017
domenico cantalamessa
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Cellulari a scuola in una foto d'archivio
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Cellulari a scuola in una foto d'archivio

Ascoli, 28 giugno 2017 - Un intero compito passato attraverso WhatsApp. Il fatto, non isolato nel panorama italiano, sarebbe già di per sé grave, ma la cosa ancora più incredibile è che a inviare il messaggio sia stata la madre del ragazzo, insegnante nella stessa scuola nella quale il figlio stava sostenendo l’esame di Stato. E’ quanto avvenuto giovedì in un istituto superiore di Ascoli Piceno, dove uno studente è stato sospeso durante la seconda prova, dopo essere stato ‘beccato’ a copiare le soluzioni del compito dal proprio cellulare. 
 
Ad accorgersi del tentativo di «scopiazzamento» in atto è stata la presidente della commissione d’esame, la quale, da quanto si apprende, ha visto spuntare dalla tasca del ragazzo uno smartphone, e se lo è fatto subito consegnare. Quando ha preso in mano il telefono, la presidente ha notato che sul display era ancora aperta una conversazione, all’interno della quale era contenuta la soluzione del compito assegnato. Ma la sorpresa più grande è stata quella di scoprire che i messaggi erano stati inviati dalla madre del giovane, un’insegnante della stessa materia e soprattutto della stessa scuola. Una volta «smascherata», la donna si è subito precipitata nell’istituto chiedendo scusa per quanto avvenuto. 
 
Della vicenda è stato immediatamente avvertito l’ispettore ministeriale, che, valutata la situazione, ha deciso di bocciare lo studente. Il lunedì successivo, giorno in cui era in programma la terza prova, il giovane si è però regolarmente presentato a scuola, accompagnato dal proprio avvocato, affermando di non aver ricevuto nessuna comunicazione di esclusione e quindi di aver diritto a svolgere il compito. Ma da parte dei docenti non c’è stata nessuna disponibilità a far entrare in aula il ragazzo.
Tra l’altro, da quanto è emerso, il giovane non aveva particolarmente bisogno di suggerimenti, avendo comunque riportato durante l’anno, nella specifica materia, una media superiore alla sufficienza.
Ma cosa succederà ora? 
 
Nel frattempo, dell’accaduto è stato informato l’ufficio scolastico regionale, che ora potrebbe prendere seri provvedimenti disciplinari nei confronti dell’insegnante. Appare evidente che la vicenda non finirà qui e probabilmente seguiranno ricorsi vari. Non si esclude che al ragazzo possa essere concessa, per il momento, la possibilità di sostenere nuovamente le prove, in attesa che vengano svolte le indagini necessarie a chiarire del tutto la vicenda, e soltanto successivamente sarà presa una decisione definitiva. 

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