Il presidente del Cotuge, Enzo Lori
Il presidente del Cotuge, Enzo Lori

Ascoli, 23 marzo 2019 - Non si tratta del solito ‘al lupo al lupo’ buttato lì tra un caffè e un Campari davanti al bancone di un bar di piazza del Popolo. Stavolta, davvero, Ascoli rischia di perdere la sua montagna. O, almeno, di perdere le sue infrastrutture e le tante potenzialità già mortificate e in larga parte tristemente inespresse. A dirlo non è un qualunque cliente di un bar ma il presidente del Cotuge, Enzo Lori: «Nessuna chiacchiera di piazza, solo la realtà. Il discorso è semplice – esordisce – Nel 2023 la seggiovia di monte Piselli smetterà di essere a norma e gli interventi per adeguarla saranno talmente costosi e complessi da rendere sensata e logica solo l’istallazione di un impianto nuovo. Questa è l’unica soluzione e bisogna iniziare a pensarci da ora».

Come si pone il Cotuge di fronte a questa situazione?

«E’ un momento cruciale. Dobbiamo trasformare questa inesorabile scadenza del 2023 in stimolo per ripensare tutta la montagna e farla diventare da ‘stazione sciistica’ a ‘stazione turistica’, fruibile 365 giorni l’anno, come tra l’altro era alle origini».

Si spieghi meglio.

«Negli ultimi due anni, come Consorzio Turistico dei monti Gemelli, siamo riusciti a creare una bella sinergia con la Remigio Group. Quest’anno, anche grazie a un po’ di fortuna dal punto di vista meteo, siamo riusciti ad avere punte di 5mila presenze nei weekend. Questi dati, che ci confortano e ci aiutano quando ci sediamo al tavolo con le varie amministrazioni, dimostrano che c’è fermento, che la gente ha voglia di montagna e che lavorando bene San Marco, San Giacomo e monte Piselli, tra l’altro il ‘naturale sfogo ambientale-turistico’ di Ascoli, possono tornare allo splendore degli anni ’60-’70».

Concretamente cosa pensate di fare?

«Innanzitutto rendiamo nota la situazione già sin da ora, in modo che tutti sappiano. E poi lanciamo la nostra sfida: installare una nuova telecabina sfruttando il vecchio tratto della cestovia San Giacomo-monte Piselli. Quella, per intenderci, su cui sale anche Dustin Hoffman nel film Alfredo Alfredo. Ripeto, è l’unica soluzione e bisogna pensarci fin da adesso. Abbiamo già interpellato varie federazioni sportive e tutte sarebbero prontissime a organizzare eventi e gare anche d’estate».

Al momento quali sono i punti di forza?

«Due su tutti: il comodissimo piazzale di San Giacomo, che, se non ci fosse, oggi sarebbe impossibile da realizzare, e la coppa Paolino Teodori grazie alla quale l’asfalto è sempre a puntino».

Un impianto simile costerebbe qualche milione: dove trovarli?

«Da quando è stato riformato lo statuto del Cotuge la possibilità c’è ed è concreta. Serve solo collaborazione tra comuni, province e regioni. Sono fiducioso».