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21 mar 2022

Morti sospette all’Rsa, le perizie: dosi killer di farmaci ai pazienti

I risultati degli esami disposti dal giudice nell’ambito del processo a Wick su otto anziani deceduti

E’ stata depositata la perizia disposta nell’ambito del processo a carico di Leopoldo Wick, l’infermiere ascolano accusato di 8 omicidi volontari premeditati e 4 tentati omicidi premeditati in danno di anziani ospiti della Rsa di Offida; fatti avvenuti tra il gennaio 2017 e il febbraio 2019.

La Corte d’Assise di Macerata aveva affidato l’incarico ai pro. Emanuela Turilazzi, Silvio Chericoni e Antonello Di Paolo che sono giunti alle conclusioni del loro lavoro sintetizzato in ben 476 pagine. Nel caso di Lucia Bartolomei i periti hanno accertato l’intossicazione per la presenza di promazina, farmaco presente in terapia ma la concentrazione "letale" rilevata non è stata ritenuta compatibile con la segnalazione in cartella. Per gli specialisti c’è l’elevata probabilità di un "autonomo significato eziologico dell’intossicazione da promazina sufficiente a determinare la morte". Nel caso di Vincenzo Gabrielli, accertata l’intossicazione causata dal dosaggio di insulina e C-peptide, non presenti nella terapia. Per i periti, si è in presenza di una "severa ipoglicemia da somministrazione inappropriata di insulina glargine che assume con elevata probabilità un significato di rilevante e concreta contribuzione causale nel determinare l’evento morte". Esaminando il caso di Domenica Grilli, rilevate concentrazioni tossiche di promazina, non compatibili con quanto presente in cartella; c’è per i periti la "ragionevole probabilità che l’intossicazione da promazina abbia avuto un ruolo concasuale nel determinare il decesso della donna. Per quanto riguarda Luigi Salvucci, i periti rilevano promazina, prevista in terapia, ma con una concentrazione tossica non compatibile con quanto riportato nella cartella clinica. In questo caso è indicata una "ragionevole probabilità che l’intossicazione da promazina abbia avuto un ruolo concasuale nel determinare la morte dell’anziano". Anche nel caso di Maria Antonietta Valentini è stata rilevata la presenza di promazina in concentrazione non compatibile con quanto riportato nella cartella; per i periti ciò si traduce in una "consistente significatività causale dell’intossicazione da promazina nel determinare la morte della donna".

Riguardo Lucia De Angelis, rilevata presenza di insulina non presente in terapia; la severa ipoglicemia risulta ai periti "riconducibile alla somministrazione inappropriata dell’insulina umana biotecnologica ad azione lenta con elevata probabilità, autonomo significato eziologico sufficiente a determinare l’evento morte". Per Teresa Vagnoni è stata accertata presenza di insulina non dosata, ma documentate le ipoglicemie. Il farmaco non era previsto in terapia e avrebbe "favorito la genesi dell’aritmia fatale".

Per l’ottava vittima non è stato possibile affermare con certezza la riconducibilità causale o concausale del decesso ad una eventuale intossicazione acuta da benzodiazepine "che non è dimostrata né dimostrabile". Per gli anziani non deceduti, i periti non hanno verificato l’effettivo concretizzarsi del pericolo di vita su tre casi e in un caso nessuna evidenza causale di somministrazione inappropriata di farmaci.

Peppe Ercoli

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