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29 mag 2022

Morto sul lavoro, indagato il responsabile sicurezza

L’ipotesi contestata è quella di omicidio colposo. Nell’incidente di giovedì ha perso la vita Simone Ferri, operaio 23enne di Castel di Lama

29 mag 2022
Simone Ferri, operaio 23enne di Castel di Lama
Simone Ferri, operaio 23enne di Castel di Lama
Simone Ferri, operaio 23enne di Castel di Lama
Simone Ferri, operaio 23enne di Castel di Lama
Simone Ferri, operaio 23enne di Castel di Lama
Simone Ferri, operaio 23enne di Castel di Lama

MONSAMPOLO

La Procura di Ascoli ha iscritto al registro degli indagati il responsabile della sicurezza dello stabilimento dell’Api Aluminum Profile Italy a Monsampolo dove giovedì scorso ha perso la vita Simone Ferri, operaio 23enne di Castel di Lama. Al momento è l’unica persona indagata e l’ipotesi di reato contestata è quella di omicidio colposo. Quale indagato, l’uomo residente a San Benedetto ha potuto nominare un legale in occasione della ricognizione cadaverica sul corpo di Ferri che è stata effettuata ieri mattina all’obitorio dell’ospedale Mazzoni di Ascoli.

Un accertamento che, secondo quanto trapelato, avrebbe confermato che il decesso dello sfortunato giovane di Castel di Lama è avvenuto per le conseguenze dovute alla caduta dalla tettoia del capannone interno all’azienda; nell’impatto a terra Ferri ha infatti riportato gravissimi traumi in tutte le parti del corpo, compresa la testa. L’esame è stato affidato dalla Procura alla dottoressa Rosanna Zamparese del Dipartimento di medicina legale dell’Area vasta 5 di Ascoli. L’avvocatessa Autilia Cavezza, che assiste i familiari di Simone, papà Gabriele e mamma Angela, ha nominato la dottoressa Sabina Canestrari.

Non ha nominato invece consulenti l’avvocato Mauro Gionni che difende il sambenedettese indagato quale responsabile della sicurezza dello stabilimento Api. L’uomo al momento dell’incidente non era presente in azienda. E’ stato avvertito dell’avvenuta disgrazia ed è tornato all’Api dove, al momento dell’arrivo del papà di Simone Ferri, c’è stata qualche tensione, dovuta comprensibilmente alla rabbia e al devastante dolore per la morte di un figlio di soli 23 anni.

I carabinieri di Monsampolo e di San Benedetto continuano intanto a sentire le persone che erano presenti al momento in cui Simone è precipitato dall’alto. L’ipotesi prevalente resta al momento quella che il giovane operaio di Castel di Lama possa essere salito sul tetto per recuperare un telefono cellulare, non di sua proprietà, ma di un collega.

Si tratta di un aspetto importante, se non decisivo, nell’attribuzione di eventuali responsabilità sul tragico evento, fermo restando il fatto che gli accertamenti ai quali sta partecipando anche personale del Dipartimento di sicurezza e prevenzione dell’Area vasta 5 dovranno appurare non solo se Ferri è salito sul tetto di propria iniziativa o per eseguire un lavoro, ma anche se era stato adeguatamente informato sulle norme e formato all’utilizzo dei presìdi di sicurezza e prevenzione, obbligatori nei luoghi di lavoro.

Peppe Ercoli

© Riproduzione riservata

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