Il recupero dei crediti, per una pubblica amministrazione, è sicuramente un’operazione lunga e a volte poco fruttifera. Sono tanti, infatti, i soldi che gli enti locali dovrebbero poter avere nelle loro casse ma che spesso restano solo numeri teorici nelle righe del bilancio. Riuscire a incamerare le somme può diventare una ‘mission impossible’, con una bella fetta di quanto atteso che poi non si concretizza. Quanto sia vero questo discorso si evince anche dai numeri di una...

Il recupero dei crediti, per una pubblica amministrazione, è sicuramente un’operazione lunga e a volte poco fruttifera. Sono tanti, infatti, i soldi che gli enti locali dovrebbero poter avere nelle loro casse ma che spesso restano solo numeri teorici nelle righe del bilancio. Riuscire a incamerare le somme può diventare una ‘mission impossible’, con una bella fetta di quanto atteso che poi non si concretizza. Quanto sia vero questo discorso si evince anche dai numeri di una recente determina della Polizia locale, che ha per oggetto l’approvazione del "ruolo ordinario sanzioni amministrative - verbali primo semestre 2018". Si parla di multe relative alle violazioni del Codice della strada e si illustra una situazione emblematica, che rende perfettamente l’idea di quanto sia complicato ottenere il dovuto. Nell’atto si spiega che il Servizio Contravvenzioni ha provveduto, attraverso l’invio di una lettera, "a invitare i contravventori al pagamento della sanzione amministrativa prima della stesura della ‘minuta di ruolo’, dando così la possibilità agli interessati di pagare la sanzione senza la maggiorazione e gli interessi legali". Ma lo stesso Servizio Contravvenzioni ha dovuto prendere atto del "mancato pagamento di tali somme nei termini fissati", cosa che ha fatto scattare la cosiddetta l’iscrizione al ruolo per un importo complessivo di ben 558.832,79 euro.

A leggere questa cifra si potrebbe pensare che l’amministrazione abbia un tesoretto niente male su cui far affidamento, ma si tratta solo di una pia illusione. Infatti nella determina viene approvato il ruolo ordinario (reso esecutivo a metà gennaio di quest’anno) predisposto dall’Agenzia delle entrate - Riscossione e viene accertata la somma di oltre mezzo milione di euro, ma è il punto successivo a raffreddare gli entusiasmi. Qui infatti si parla di un accantonamento "nel fondo crediti di dubbia e difficile esigibilità" di 475.007,87 euro: una cifra calcolata "in base alle percentuali di incasso storicamente realizzate". Quindi in realtà l’amministrazione conta di incassare poco meno di 84mila euro, il 15% del credito totale: una somma davvero minima rispetto a quanto maturato, che invece resta per la maggior parte "difficile da esigere". Ci sono poche probabilità di riuscire a ottenere di più perché l’andamento degli accertamenti delle entrate non lascia prevedere scostamenti significativi rispetto alla previsioni effettuate.

Daniele Luzi